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Voto fuori sede, la nuova procedura è in vigore: chi deve muoversi entro il 31 dicembre

Studenti e lavoratori domiciliati in un’altra regione potranno votare nel Comune in cui vivono temporaneamente. La richiesta vale un anno e non riguarda elezioni regionali o comunali.

28 ottobre 2026 alle ore 07:46 · Italia · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Studentessa fuori sede prepara online la domanda per votare nel Comune di domicilio
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

La possibilità di votare senza tornare nel Comune di residenza diventa una procedura stabile per una parte degli elettori fuori sede. La legge 9 ottobre 2026, n. 180 è entrata in vigore il 24 ottobre e il Ministero dell’Interno ha già diffuso ai Comuni le istruzioni operative e il modello di domanda.

La novità riguarda le elezioni politiche, le elezioni europee e i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. Restano escluse le elezioni regionali e amministrative.

Il sistema si basa su un elenco degli elettori fuori sede che ogni Comune deve istituire presso il proprio ufficio elettorale. Possono chiedere l’iscrizione le persone temporaneamente domiciliate, per studio o lavoro, in un Comune situato in una regione diversa da quella del Comune nelle cui liste elettorali risultano iscritte.

La permanenza prevista nel luogo di domicilio deve essere di almeno nove mesi. Per votare nelle consultazioni dell’anno successivo, la domanda ordinaria va presentata entro il 31 dicembre.

La legge considera anche chi acquisisce i requisiti dopo la fine dell’anno. In questo caso la richiesta può essere presentata entro trenta giorni dal momento in cui si verificano le condizioni, ma comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente la consultazione.

Una disciplina specifica riguarda inoltre chi si trova fuori regione per documentati motivi di cura: l’assistenza sanitaria, la terapia o il trattamento devono durare almeno tre mesi e comprendere la data del voto. Anche per questa categoria il termine finale è il quarantacinquesimo giorno prima della consultazione.

La domanda va inviata al Comune di temporaneo domicilio, personalmente oppure per via telematica. L’iscrizione ha durata annuale, quindi non equivale a un trasferimento definitivo della residenza elettorale. I Comuni devono pubblicare sui propri siti un avviso con requisiti, termini, recapiti e modello.

Chi pensa di utilizzare la procedura dovrebbe controllare per tempo la pagina istituzionale del Comune in cui vive, evitando di aspettare la convocazione di una specifica elezione.

L’effetto concreto è rilevante soprattutto per studenti universitari, lavoratori con incarichi prolungati lontano da casa e alcune persone sottoposte a cure. Finora il costo e il tempo del viaggio potevano diventare un ostacolo sostanziale alla partecipazione.

La nuova disciplina riduce questo problema, ma non crea un automatismo: senza domanda e senza iscrizione nell’elenco comunale, l’elettore resta legato alla sezione del Comune di residenza.

È utile anche non confondere questa procedura con il voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero. Nel caso degli elettori fuori sede il voto avviene in Italia, nel Comune di domicilio temporaneo, secondo le modalità organizzate dagli uffici elettorali.

Il passaggio più importante, quindi, è amministrativo: verificare i requisiti, compilare il modello ministeriale, allegare la documentazione richiesta e rispettare il termine corretto per la propria situazione.

I recapiti indicati dal Comune vanno controllati con attenzione: l’invio a un ufficio sbagliato o oltre il termine può impedire l’iscrizione per quella consultazione.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 28 ottobre 2026 alle ore 07:46.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.