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Proteste per la Palestina negli atenei britannici: accuse e repliche

Il rapporto Amnesty del 20 ottobre contesta sanzioni e restrizioni nei campus. Birmingham e London School of Economics difendono le proprie procedure e il diritto di espressione entro la legge.

23 ottobre 2026 alle ore 23:44 · Regno Unito · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione IA di contesto: torre Old Joe e Aston Webb Building dell’Università di Birmingham.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
20 ottobrepubblicazione del rapporto
2023–2025periodo principale della ricerca
7 studenticaso LSE discusso nel rapporto

Amnesty International ha pubblicato il 20 ottobre un rapporto sulle restrizioni alle iniziative di solidarietà con i palestinesi nelle università britanniche. L'organizzazione contesta sospensioni, limitazioni all'accesso ai campus e procedure disciplinari che considera sproporzionate. Gli atenei chiamati in causa difendono le proprie regole e richiamano la necessità di tutelare studenti e personale.

La ricerca esamina episodi tra il 7 ottobre 2023 e il 30 settembre 2025, con materiale precedente usato per il contesto. Il rapporto non descrive quindi tutti gli accertamenti come fatti avvenuti nell'ultima settimana. Secondo la presentazione metodologica, i casi non sono un campione dal quale ricavare la frequenza nazionale di ogni pratica contestata.

Amnesty distingue anche le risposte dei diversi atenei: una misura documentata in un caso non è necessariamente presente negli altri. Tra le criticità indicate compaiono indagini prolungate, incertezza sulle possibilità di ricorso e misure cautelari che incidono sullo studio prima di un esito disciplinare. La valutazione dei singoli casi deve mantenere queste differenze.

A Birmingham il rapporto discute, tra l'altro, l'organizzazione di un incontro sulla situazione palestinese e una controversia sui materiali promozionali. L'università, interpellata dall'Independent, ha negato di aver cancellato l'evento e ha sostenuto di aver indicato modalità che avrebbero permesso agli organizzatori di procedere. La ricostruzione dell'istituzione non coincide con quella criticata nel rapporto.

Lo stesso ateneo ha difeso le proprie procedure disciplinari nelle dichiarazioni raccolte da Times Higher Education. Secondo il portavoce, un gruppo di personale estraneo all'indagine esamina le prove e valuta eventuali violazioni dei regolamenti. Amnesty richiama invece gli effetti che tempi e restrizioni possono produrre anche quando un procedimento termina senza una sanzione.

Alla London School of Economics, una protesta del luglio 2024 coinvolse sette studenti. L'ateneo sostiene di aver aperto gli accertamenti dopo segnalazioni del personale e sulla base di testimonianze e registrazioni video. Ha inoltre dichiarato che le limitazioni precauzionali furono adattate per consentire l'accesso allo studio e ai servizi, respingendo l'idea di una punizione generalizzata del dissenso.

Secondo la replica pubblicata dall'Independent, sei studenti ricevettero un richiamo formale e un caso fu archiviato. I partecipanti e Amnesty contestano l'impatto delle misure iniziali. La differenza tra provvedimento precauzionale ed esito finale è essenziale: contarli entrambi come espulsioni o come condanne falserebbe ciò che risulta documentato.

Times Higher Education riporta anche la posizione dell'Università di Essex, che respinge le accuse di aver agito senza fondamento e sostiene di aver rispettato gli obblighi legali e regolatori. Il dissenso sui fatti e sulla proporzionalità non va risolto attribuendo automaticamente ragione a una sola parte, né generalizzato a ogni protesta svolta nei campus.

Con la campagna Defend Dissent, Amnesty invita gli atenei ad assumere impegni espliciti sulla libertà di protesta. Il confronto riguarda criteri operativi: motivazione delle restrizioni, accesso ai servizi, durata delle indagini e possibilità di ricorso. Le richieste dell'organizzazione sono una proposta alle università, non un nuovo regolamento nazionale già entrato in vigore.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Testo originale. Ultimo aggiornamento editoriale: 23 ottobre 2026 alle ore 23:44. Come lavoriamo