La Regione Umbria annuncia Te.co, una misura da 4 milioni di euro per attivare più di mille tirocini extracurriculari destinati a giovani sotto i 35 anni. I percorsi si svolgeranno nelle imprese regionali e saranno accompagnati da incentivi per i datori di lavoro che assumeranno al termine dell'esperienza.
L'avviso sarà emanato da Arpal Umbria in attuazione della deliberazione regionale n. 937 del 2 settembre 2026. L'annuncio politico non coincide ancora con l'apertura delle domande. Durata, indennità, requisiti e procedura dovranno essere letti nel testo ufficiale quando sarà pubblicato.
La nuova impostazione supera una misura limitata ai settori cultura e turismo. Questi comparti non vengono esclusi: potranno partecipare insieme alle imprese degli altri settori. La Regione vuole collegare i tirocini alla domanda complessiva di competenze e alla possibilità di un inserimento lavorativo più stabile.
Il tirocinio extracurriculare non è un contratto di lavoro ordinario. È un percorso formativo regolato, con un soggetto promotore, un'impresa ospitante, un progetto individuale e un tutor. L'avviso dovrà precisare l'indennità prevista, le ore, la durata massima e le condizioni che impediscono usi impropri.
Gli incentivi all'assunzione saranno disciplinati da un successivo dispositivo finanziato con il Programma regionale Umbria Fse+ 2021-2027. Non è quindi corretto considerarli automatici per ogni tirocinio. L'impresa dovrà rispettare i requisiti dell'avviso e adottare il rapporto di lavoro indicato dalle regole finali.
Per i giovani la misura può offrire un ingresso in azienda e competenze verificabili. La qualità dipenderà però dal progetto formativo, dal tutoraggio e dalla corrispondenza tra attività svolte e obiettivi. Un tirocinio efficace deve permettere di apprendere, non sostituire personale con mansioni ripetitive prive di formazione.
Per le imprese il vantaggio potenziale è valutare un candidato in un percorso strutturato e accedere, in seguito, a un sostegno per l'assunzione. Restano gli obblighi sulla sicurezza, sulla copertura assicurativa e sul rispetto del progetto. I contributi pubblici non eliminano la responsabilità dell'ospitante verso il tirocinante.
Chi è interessato dovrebbe preparare documenti anagrafici, curriculum e informazioni sulla propria situazione occupazionale, senza inviare candidature a intermediari non autorizzati. Le aziende possono invece individuare fabbisogni reali, tutor disponibili e attività formative coerenti con la futura posizione.
Il dato certo è la dotazione annunciata e l'obiettivo di oltre mille percorsi. Mancano ancora le date dello sportello e le istruzioni operative. Saranno l'avviso Arpal e il successivo dispositivo sugli incentivi a stabilire chi può partecipare, quanto dura il tirocinio e quale assunzione dà diritto al beneficio.
La Regione dovrà infine pubblicare indicatori su completamento, abbandoni e trasformazioni in contratti. Contare soltanto i tirocini avviati non basta a misurare l'efficacia. Il risultato più rilevante sarà la quota di giovani che, dopo il percorso, ottiene un lavoro coerente e sufficientemente stabile.
Andranno pubblicati anche settore, durata e tipologia dei contratti ottenuti.
