L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato il 22 ottobre a Perugia la proposta di iniziativa popolare sull'assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita. Il voto si è chiuso con undici favorevoli, sei contrari e tre astenuti. Tra le modifiche accolte, la cancellazione del riferimento alla fase terminale della vita, considerato un possibile requisito aggiuntivo di accesso.
Il testo riguarda le modalità organizzative del servizio sanitario regionale. La verifica delle condizioni deve avvenire sulla base della disciplina statale e della giurisprudenza costituzionale: il voto umbro non sostituisce quei presupposti con una disciplina autonoma. Questa precisazione è stata rafforzata da un emendamento approvato durante la seduta.
A favore si sono espressi i consiglieri di Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Hanno votato contro Fratelli d'Italia, Bianca Maria Tagliaferri di Umbria domani, Donatella Tesei della Lega e Andrea Romizi di Forza Italia. Si sono astenuti Laura Pernazza, Enrico Melasecche e Nilo Arcudi.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, non ha partecipato alla votazione. Nel dibattito ha richiamato la necessità di una legge nazionale che garantisca omogeneità e il valore delle cure palliative. La scelta ha distinto la posizione della presidente da quella dei gruppi della maggioranza che hanno sostenuto il provvedimento.
Gli emendamenti di Maria Grazia Proietti, del Pd, hanno anche chiarito che le modalità di attuazione sono adottate da ciascuna Azienda unità sanitaria locale. Il sistema previsto affida alle aziende sanitarie una commissione multidisciplinare permanente per accertare la sussistenza delle condizioni richieste. La responsabilità organizzativa resta quindi individuata a livello sanitario territoriale.
Sono state accolte diverse modifiche presentate da Pernazza, di Forza Italia. Riguardano l'accesso alle cure palliative senza ritardare i tempi della procedura, la verifica dell'informazione fornita alla persona e la forma collegiale con cui si esprime la commissione. Il testo approvato prevede inoltre la possibilità di sospendere o revocare la richiesta e una clausola valutativa.
Non tutti gli emendamenti dell'opposizione sono passati. L'Aula ha respinto, tra gli altri, quelli che proponevano di cambiare il titolo eliminando il riferimento all'autosomministrazione, di modificare la composizione della commissione e di inserire ulteriori disposizioni sul sostegno psicologico. Il resoconto del voto distingue queste proposte dalle garanzie effettivamente entrate nel testo.
La proposta popolare era accompagnata da 4.801 firme. Nel corso della discussione è stata ricordata Laura Santi, la giornalista perugina che aveva sostenuto l'iniziativa ed era morta il 21 luglio 2025. Alla seduta erano presenti il marito Stefano Massoli, attivisti dell'associazione Luca Coscioni e Marco Cappato.
Il relatore Fabrizio Ricci ha sostenuto il carattere organizzativo della legge e il suo rapporto con il quadro costituzionale già esistente. Dall'opposizione sono arrivate critiche sui tempi dell'esame e sulla necessità di rafforzare l'accompagnamento della persona. La discussione ha così riguardato sia l'accesso alla procedura sia le prestazioni di assistenza da garantire parallelamente.
L'approvazione in Aula è il passaggio politico e legislativo confermato nella serata di giovedì. Per individuare il testo applicabile e le decorrenze occorrerà fare riferimento alla pubblicazione della legge e agli atti attuativi previsti. Il resoconto della votazione, da solo, non attesta che tutte le strutture sanitarie abbiano già completato la propria organizzazione.
