Il Parlamento europeo ha approvato con 341 voti favorevoli, 225 contrari e 6 astensioni la propria posizione sul rinvio degli obblighi contro le emissioni di metano. Gli eurodeputati chiedono tre anni in più per importatori e produttori, due oltre la proposta della Commissione. Il testo deve ora essere negoziato con il Consiglio.
Gli importatori di petrolio greggio, gas naturale e carbone avrebbero tempo fino al 31 maggio 2031 per dimostrare che i contratti conclusi o rinnovati dal 4 agosto 2024 riguardano forniture soggette a misurazione, rendicontazione e verifica equivalenti alle regole europee. La stessa data varrebbe per gli sforzi sui contratti più vecchi.
La prima comunicazione sull'intensità di metano dei combustibili immessi nel mercato europeo slitterebbe al 5 agosto 2031, invece del 5 agosto 2029. Per gli operatori europei di petrolio e gas, i rapporti verificati che combinano misure alla fonte e del sito arriverebbero a febbraio 2030 per gli asset gestiti e agosto 2031 per quelli non gestiti.
Il rinvio non dovrebbe applicarsi ai combustibili originari o esportati, anche indirettamente, da Paesi colpiti da sanzioni europee che vietano o limitano quelle importazioni. Le quantità coinvolte, comprese quelle mescolate in carichi più grandi, dovrebbero essere indicate separatamente per ridurre il rischio di elusione.
Il Parlamento chiede alla Commissione una relazione entro il 1° luglio 2029 su sanzioni nazionali, accreditamento dei verificatori, metodologie, valori massimi e sicurezza degli approvvigionamenti. Se emergessero problemi persistenti, Bruxelles potrebbe proporre altre modifiche. Questa clausola non rende automatico un nuovo rinvio.
Per gli importatori italiani la posizione offre più tempo per rinegoziare contratti, ottenere dati dai produttori esteri e organizzare verifiche. Non elimina il lavoro preparatorio: accordi di lungo periodo e forniture miste richiedono tracciabilità. Attendere il 2031 senza predisporre sistemi e clausole aumenterebbe il rischio di non conformità.
Per famiglie e imprese il voto non garantisce una riduzione delle bollette. L'obiettivo dichiarato è proteggere la sicurezza delle forniture in mercati tesi, ma i prezzi dipendono anche da domanda, infrastrutture, rotte, scorte e contratti. Il rinvio può contenere alcuni costi amministrativi senza determinare da solo la tariffa finale.
Il regolamento sul metano è in vigore dal 4 agosto 2024 e comprende misurazione, riparazione delle perdite, limiti a sfiato e combustione e obblighi sulle importazioni. Finché l'emendamento non sarà approvato e pubblicato, gli operatori devono riferirsi alle scadenze vigenti e prepararsi a entrambe le possibili tempistiche.
Il Parlamento ha usato la procedura d'urgenza e vuole che la modifica entri in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Prima servono però l'accordo con il Consiglio e l'adozione formale. Il voto del 22 ottobre trasforma una proposta in mandato negoziale, non ancora in legge applicabile.
Le autorità nazionali dovranno infine adeguare controlli e sanzioni al calendario definitivo. Un'impresa non dovrebbe basare contratti e investimenti su una sola data proposta durante il negoziato. Una pianificazione prudente registra entrambe le ipotesi e identifica in anticipo i dati mancanti lungo la filiera.
