Economia

PAC dopo il 2027, intesa UE su scuole, vino e mercati agricoli

Il Consiglio definisce un mandato negoziale parziale: nuovi criteri per gli interventi settoriali, ma risorse finanziarie ancora da concordare.

19 ottobre 2026 alle ore 17:29 · Bruxelles · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di un agricoltore italiano con cassette di ortaggi raccolti in un campo coltivato.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
2028–2034periodo del bilancio
3 settoriinterventi previsti
0,3%soglia THC canapa

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il 19 ottobre 2026 una posizione negoziale parziale sulle regole dell’organizzazione comune dei mercati agricoli per il periodo successivo al 2027. Il mandato riguarda il quadro 2028–2034 e introduce modifiche su interventi per i settori produttivi, distribuzione alimentare nelle scuole, norme commerciali e gestione delle crisi.

L’accordo non rappresenta la riforma definitiva della Politica agricola comune. È una posizione del Consiglio per il confronto con il Parlamento europeo e, soprattutto, lascia aperti gli aspetti finanziari e orizzontali, ancora collegati alla trattativa sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione. Di conseguenza non fissa oggi i contributi spettanti alle aziende.

Una novità riguarda gli interventi settoriali. La posizione dei governi punta a rendere obbligatori determinati strumenti per apicoltura e ortofrutta e, in condizioni specifiche, per il vino. Il Consiglio prevede deroghe flessibili per il settore vitivinicolo nei Paesi in cui questa produzione non è sviluppata, tenendo conto delle differenze fra economie agricole.

Per l’Italia, dove vino, frutta, verdura e apicoltura hanno filiere territoriali importanti, la distinzione è concreta. L’obbligo riguarda il modello di intervento previsto nelle regole europee, non significa automaticamente un pagamento uguale a tutti i produttori. Destinatari, procedure e dotazioni dipenderanno dalle norme finali e dai programmi attuativi successivi.

Il Consiglio propone inoltre di istituire un settore specifico per colture proteiche e oleaginose, in sostituzione della precedente categoria dei foraggi essiccati. Gli Stati sarebbero incoraggiati a riconoscere organizzazioni di produttori in questo ambito, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la produzione interna e ridurre il ricorso alle importazioni di proteine vegetali.

È confermata la prosecuzione del programma europeo che finanzia la distribuzione di frutta, verdura e latte agli alunni, insieme ad attività educative sull’alimentazione. La posizione riprende l’obiettivo di limitare gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri liberi e grassi. Non elimina il programma, ma ne modifica alcuni criteri di funzionamento.

Tra i cambiamenti organizzativi, il periodo di riferimento del programma nelle scuole passerebbe dall’anno scolastico all’anno civile. Per evitare interruzioni sono previste disposizioni transitorie. Il punto sarà particolarmente rilevante per amministrazioni e istituti coinvolti negli acquisti, nella distribuzione e nella rendicontazione delle forniture alimentari.

Sulle etichette e sugli standard commerciali il Consiglio vuole mantenere la possibilità di nuove regole per colture proteiche, carne bovina, suina, ovina e caprina, oltre al riso. La finalità è fornire ai consumatori più informazioni sull’origine dei prodotti. Il mandato non equivale però all’introduzione immediata di una nuova etichetta uniforme.

Il pacchetto comprende anche la canapa. La proposta armonizzerebbe produzione e commercializzazione delle diverse parti della pianta, mantenendo la certificazione delle sementi e la soglia dello 0,3% di THC. Il Consiglio ha aggiunto cautele per non sovrapporre le norme agricole alle competenze nazionali su salute, sicurezza pubblica e sostanze stupefacenti.

Sul piano dei finanziamenti, la discussione si intreccia con il progetto di un fondo di partenariato nazionale e regionale che accorperebbe diverse linee di intervento europee. Ogni Stato predisporrebbe un piano complessivo al posto di più programmi separati. Questa architettura resta legata al bilancio generale 2028–2034 e alle sue future allocazioni.

La Commissione aveva presentato le proposte sul nuovo quadro agricolo nel luglio 2025. Con il mandato adottato oggi, la presidenza del Consiglio potrà negoziare l’organizzazione dei mercati con il Parlamento.

Un altro dossier, quello sulle regole generali della PAC post-2027, è atteso al Consiglio Agricoltura e Pesca del 26 e 27 ottobre: sono passaggi distinti, da non confondere con l’approvazione finale.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Preparato il 19 ottobre 2026 alle ore 17:29; data di pubblicazione da aggiornare al momento del rilascio.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.