Gli inverter prodotti in Cina non potranno essere utilizzati nei nuovi progetti sostenuti da finanziamenti europei a partire dal 1° novembre, secondo la scadenza confermata dalla Commissione europea. La misura viene motivata con esigenze di sicurezza delle infrastrutture energetiche connesse.
Gli inverter trasformano l’energia prodotta dai pannelli solari e possono comunicare con reti e sistemi di controllo. Proprio questa connettività li rende un punto sensibile nella valutazione dei rischi informatici e della dipendenza tecnologica.
Rappresentanti dell’industria e la Banca europea per gli investimenti avevano chiesto più tempo per l’adeguamento delle catene di fornitura. La Commissione non ha però annunciato uno slittamento generale della scadenza.
La regola riguarda i progetti finanziati nel perimetro indicato dall’Unione e non equivale automaticamente a un divieto di vendita di ogni inverter cinese sul mercato europeo. I dettagli applicativi dipendono dagli atti e dai programmi di finanziamento coinvolti.
