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UE, inverter cinesi esclusi dai progetti finanziati dal 1° novembre

La Commissione conferma la scadenza prevista dalle regole di cybersicurezza. Industria e BEI avevano chiesto più tempo per adeguarsi.

23 settembre 2026 · Bruxelles · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di un impianto fotovoltaico europeo con inverter connessi; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
1° novembredecorrenza annunciata
UEambito dei progetti
cybersicurezzamotivazione centrale

Gli inverter prodotti in Cina non potranno essere utilizzati nei nuovi progetti sostenuti da finanziamenti europei a partire dal 1° novembre, secondo la scadenza confermata dalla Commissione europea. La misura viene motivata con esigenze di sicurezza delle infrastrutture energetiche connesse.

Gli inverter trasformano l’energia prodotta dai pannelli solari e possono comunicare con reti e sistemi di controllo. Proprio questa connettività li rende un punto sensibile nella valutazione dei rischi informatici e della dipendenza tecnologica.

Rappresentanti dell’industria e la Banca europea per gli investimenti avevano chiesto più tempo per l’adeguamento delle catene di fornitura. La Commissione non ha però annunciato uno slittamento generale della scadenza.

La regola riguarda i progetti finanziati nel perimetro indicato dall’Unione e non equivale automaticamente a un divieto di vendita di ogni inverter cinese sul mercato europeo. I dettagli applicativi dipendono dagli atti e dai programmi di finanziamento coinvolti.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 23 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.