La Commissione europea ha selezionato 77 progetti industriali che potranno ricevere complessivamente 3,4 miliardi di euro dall’Innovation Fund. Le risorse provengono dai ricavi del sistema europeo di scambio delle emissioni e sono destinate a tecnologie capaci di ridurre l’impronta climatica di industria, energia e trasporti.
I progetti sono distribuiti in 23 Paesi dello Spazio economico europeo e coprono scale differenti. I settori comprendono industrie ad alta intensità energetica, rinnovabili, accumulo, produzione di tecnologie pulite, mobilità, combustibili alternativi, gestione industriale del carbonio e lavorazione o riciclo di materie prime critiche.
Per la prima volta, l’elenco include un progetto per un piccolo reattore nucleare modulare e uno per la cattura e lo stoccaggio diretto della CO₂ dall’aria. La selezione non significa che gli impianti siano già costruiti o autorizzati: i promotori devono ora negoziare gli accordi di sovvenzione e rispettare gli altri passaggi regolatori.
La Commissione stima che l’insieme possa evitare circa 290 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente nei primi dieci anni di attività. È un potenziale calcolato sui piani presentati, non una riduzione già ottenuta. Il risultato reale dipenderà dall’entrata in funzione, dalla produzione effettiva e dalla sostituzione di tecnologie più emissive.
Dodici progetti di grande scala richiedono circa 1,58 miliardi. Diciassette iniziative di media scala ne assorbono circa 458 milioni e venti progetti piccoli circa 124 milioni. Altri dodici progetti per la produzione di componenti cleantech chiedono quasi 895 milioni, mentre sedici dimostratori ricevono circa 394 milioni.
Fra le filiere interessate figurano pompe di calore, pannelli solari, elettrolizzatori, batterie per veicoli elettrici e magneti permanenti in terre rare. Sei iniziative riguardano materie prime critiche. L’obiettivo industriale è ridurre dipendenze esterne, ma l’effetto sulla sicurezza delle forniture richiederà capacità operative e volumi verificabili.
La domanda ha superato ampiamente le disponibilità. La call, avviata nel dicembre 2025, ha ricevuto 358 candidature per 17,5 miliardi di sovvenzioni richieste, contro una dotazione iniziale di 2,9 miliardi. La cifra finale selezionata di 3,4 miliardi riflette la ripartizione annunciata dalla Commissione tra i progetti ammessi.
Ottantaquattro proposte hanno superato la valutazione senza ottenere finanziamento per limiti di bilancio. Riceveranno, insieme alle selezionate, il marchio STEP che può agevolare la ricerca di altre fonti pubbliche o private. Centosessanta progetti restano inoltre idonei all’assistenza tecnica e finanziaria della Banca europea per gli investimenti.
La preparazione degli accordi sarà gestita con l’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente. In questa fase saranno definiti budget, calendario, risultati tecnici e responsabilità legali. L’esito contrattuale è atteso nel primo trimestre 2027; fino ad allora l’importo per ogni progetto può essere precisato.
Il portafoglio complessivo dell’Innovation Fund raggiunge circa 320 progetti e quasi 17 miliardi di sovvenzioni impegnate. La Commissione prevede un nuovo ciclo di bandi a dicembre, compreso un miliardo per la produzione di tecnologie pulite. La misura finanzia innovazione industriale: non sostituisce autorizzazioni, valutazioni ambientali o capitale privato necessario.
