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Rifiuti, il Parlamento UE vuole meno obblighi transfrontalieri per piccole imprese

La sospensione del rappresentante EPR riguarderebbe aziende UE sotto 50 addetti e 10 milioni di euro. Restano contributi e obblighi ambientali; ora serve il Consiglio.

Pubblicato il 22 ottobre 2026 · Aggiornato il 22 ottobre 2026 alle ore 17:26 · Strasburgo · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Piccola impresa europea organizza imballaggi, tessili e apparecchi per il riciclo, illustrazione editoriale IA non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
meno di 50dipendenti dell'impresa
10 milioni €limite economico
2035termine massimo proposto

Il Parlamento europeo vuole esentare le piccole e microimprese stabilite nell'Unione dall'obbligo di nominare un rappresentante per la responsabilità estesa del produttore in ogni Stato dove vendono. La modifica interessa imballaggi, batterie, tessili, calzature, apparecchi elettronici e prodotti di plastica monouso venduti oltre frontiera.

L'esenzione proposta riguarda imprese con meno di 50 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio inferiore a 10 milioni di euro. Durerebbe fino al 2035 oppure fino all'entrata in vigore di una legge europea più ampia sull'economia circolare. Non coprirebbe automaticamente aziende più grandi o stabilite fuori dall'Unione.

La responsabilità estesa del produttore finanzia raccolta, selezione e riciclo quando i prodotti diventano rifiuti. Il Parlamento precisa che la sospensione del rappresentante non cancella gli altri doveri, inclusi contributi economici e prevenzione. Per una piccola impresa italiana il risparmio sarebbe soprattutto amministrativo, non l'esenzione dai costi ambientali.

La posizione su batterie e imballaggi è stata approvata con 616 voti favorevoli, 9 contrari e 39 astensioni. Quella su tessili, calzature, elettronica e plastica monouso ha ottenuto 612 sì, 8 no e 39 astensioni. Sono due interventi collegati al pacchetto denominato Environmental Omnibus.

Gli eurodeputati chiedono inoltre sistemi digitali interoperabili, scambio di informazioni tra autorità e requisiti comuni di rendicontazione. Questi strumenti potrebbero ridurre moduli duplicati per le imprese che vendono in più Paesi. La realizzazione pratica richiede però standard tecnici e coordinamento tra registri nazionali, non solo la modifica legislativa.

Il voto non cambia ancora gli adempimenti italiani. Il Consiglio deve adottare la propria posizione e poi negoziare con il Parlamento il testo finale. Fino all'entrata in vigore delle modifiche, le imprese devono seguire le regole applicabili nei mercati in cui vendono e non revocare rappresentanti sulla base del solo mandato parlamentare.

Per capire se l'esenzione potrà valere, un'azienda dovrà verificare contemporaneamente sede nell'Unione, numero di dipendenti e soglia economica. Gruppi societari, vendite tramite piattaforme e definizione di produttore possono richiedere valutazioni ulteriori. Il comunicato parlamentare non sostituisce l'analisi delle norme nazionali sul singolo prodotto.

Il beneficio potenziale è maggiore per imprese che esportano in molti Stati ma mantengono volumi contenuti. Eliminare più incarichi nazionali può ridurre costi fissi e favorire il mercato unico. Resta però necessario registrarsi, comunicare quantità e pagare i contributi dove previsto, perché la responsabilità per il fine vita del prodotto non viene soppressa.

La Commissione dovrebbe presentare entro la fine del 2026 una proposta complessiva sull'economia circolare. Il compromesso definitivo potrebbe quindi avere durata transitoria. Le imprese italiane dovrebbero mappare gli obblighi attuali e seguire il trilogo, evitando sia spese non necessarie sia interruzioni premature che potrebbero generare sanzioni.

Associazioni di categoria e consulenti potranno preparare modelli comuni, ma il requisito dimensionale andrà controllato ogni anno. Una crescita oltre le soglie potrebbe far tornare l'obbligo del rappresentante. Il testo finale dovrà chiarire anche il momento in cui una società perde o acquista l'esenzione.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 22 ottobre 2026 alle ore 17:26.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.