La Commissione europea propone di usare più spesso il voto a maggioranza qualificata per preparare l'Unione a futuri allargamenti. Le nuove misure riguardano governo, politiche e bilancio e puntano a evitare che l'ingresso di altri Stati rallenti ulteriormente le decisioni comuni.
Il pacchetto indica la possibilità di superare l'unanimità in aree chiave già consentite dai trattati, compresa l'apertura dei gruppi negoziali con i Paesi candidati. Non è una modifica immediata delle regole: la Commissione invita Consiglio europeo e Parlamento ad avviare il confronto istituzionale.
Un secondo intervento riguarda le procedure dell'articolo 7 contro le violazioni gravi dei valori dell'Unione. Bruxelles propone una gestione più efficace, anche attraverso tempi definiti.
Per i futuri trattati di adesione sono previste salvaguardie specifiche. Nei casi più seri di violazione dei valori fondamentali o del principio di leale cooperazione potrebbe essere sospeso il diritto di voto in Consiglio.
La Commissione vuole anche integrare gradualmente i candidati in energia, trasporti, digitale e difesa, accompagnando il percorso con dialoghi annuali. Potranno essere usati periodi transitori per libera circolazione dei lavoratori e dei servizi, agricoltura, prodotti sensibili, fondi e sistemi comuni.
Secondo l'analisi dell'esecutivo europeo, l'attuale quadro dei trattati e del bilancio può accogliere nuovi membri, ma servono più capacità amministrativa e strumenti di attuazione. Le priorità esistenti dovrebbero continuare a essere finanziate.
I prossimi passaggi comprendono roadmap per Montenegro, Albania, Moldova e Ucraina. I negoziati di adesione restano separati e dipendono dai progressi di ciascun Paese: le nuove misure preparano l'Unione, non fissano una data d'ingresso.
