Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto il 21 ottobre un accordo provvisorio per rilanciare il mercato europeo delle cartolarizzazioni. Fa parte dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
L’intesa aggiorna le regole prudenziali e il quadro della cartolarizzazione. L’obiettivo dichiarato è consentire alle banche di liberare più capitale e di prestare di più a famiglie, piccole imprese e progetti infrastrutturali.
I requisiti di capitale vengono ricalibrati sul rischio. Per le operazioni a basso rischio scendono in modo sensibile. Per le posizioni più rischiose restano più alti.
Nasce una categoria chiamata «resiliente», con i requisiti del marchio STS, quello delle cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate. L’idea è dare un incentivo alle pratiche più sicure e più fiducia a chi investe.
Il controllo sui soggetti che verificano lo standard STS passa a un livello europeo, per avere criteri più uniformi. Si riducono anche alcuni oneri per gli investitori e si alzano i limiti di investimento dei fondi Ucits.
L’accordo apre inoltre spazio alle assicurazioni nella cartolarizzazione sintetica e al finanziamento di progetti non ancora operativi. Sono due canali che il testo attuale tratta in modo più stretto.
Non è ancora legge. I testi vanno chiusi e poi votati da Consiglio e Parlamento. Solo dopo la pubblicazione le regole potranno essere applicate.
