Il presidente Volodymyr Zelensky ha aggiornato il bilancio della pressione aerea russa sull’Ucraina, citando in una settimana oltre 2.200 droni d’attacco, circa 1.650 bombe guidate e decine di missili. I numeri restano un bilancio in evoluzione.
Nelle ultime ore l’aeronautica ucraina ha segnalato circa 170 droni in arrivo, con la gran parte abbattuta secondo le comunicazioni ufficiali. Media locali e bilanci indipendenti parlano di vittime e feriti in più regioni.
Zelensky ha detto che i russi hanno colpito due volte un data center a Kyiv, con feriti tra cui minori. Operatori e media ucraini hanno segnalato danni a sedi e infrastrutture digitali nella capitale.
La Difesa russa ha rivendicato colpi su hub di comunicazioni. Non è il primo attacco a centri dati di Kyiv: nei giorni precedenti erano stati segnalati blackout locali e interruzioni di servizi digitali.
Le autorità ucraine legano gli attacchi alla rete civile e agli allarmi aerei. Il quadro si innesta su una campagna di raid prolungata su energia, logistica e città abitate.
I bilanci di morti e feriti cambiano con le verifiche. Report recenti parlano di almeno una decina di vittime nell’arco delle ultime ondate; i numeri ufficiali restano da consolidare.
Per il lettore italiano il punto è la continuità della minaccia aerea e il colpo alle infrastrutture digitali di Kyiv, non un elenco di obiettivi non verificati in modo indipendente.
L’ultimo pezzo CurioMondo sugli attacchi di ampia scala risaliva a settembre; questo aggiornamento riporta il bilancio settimanale attribuito a Zelensky e l’episodio del data center.
Le cifre settimanali del presidente si riferiscono a un intervallo dichiarato e non vanno confuse con un singolo raid notturno. Le fonti secondarie confermano data center e ondata di droni.
Le autorità invitano a fare riferimento ai bollettini aggiornati e alle comunicazioni ufficiali, perché i bilanci di guerra e le liste sanitarie cambiano con le verifiche.
