Economia

Uber vince a Londra: respinta la causa da 340 milioni dei black cab

L’Alta Corte ha accolto la richiesta di archiviare due azioni collegate. I tassisti contestavano le modalità con cui la piattaforma ottenne la licenza.

19 ottobre 2026 alle ore 13:04 · Londra · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di taxi neri londinesi davanti alla Royal Courts of Justice.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
£340 mlnvalore stimato delle cause
2024anno di avvio
6 annitermine invocato da Uber

Uber ha annunciato di avere ottenuto il rigetto di due cause collegate, valutate complessivamente circa 340 milioni di sterline, promosse da migliaia di conducenti dei tradizionali taxi neri di Londra e da due ex società di noleggio con conducente. La decisione riguarda un contenzioso avviato nel 2024 davanti all’Alta Corte britannica.

I ricorrenti sostenevano che Uber avesse fornito a Transport for London informazioni fuorvianti e inesatte nel processo per ottenere una licenza come operatore di veicoli a noleggio privato. L’azienda ha sempre respinto questa ricostruzione. La notizia del 19 ottobre segnala che la sua richiesta di chiudere le azioni è stata accolta.

Uber aveva sollevato anche una questione di prescrizione. Secondo la società, le domande erano state presentate oltre il termine di sei anni applicabile alla pretesa e avrebbero dovuto essere respinte per questo motivo. Al momento del lancio Reuters non disponeva ancora del testo completo della sentenza, quindi le motivazioni precise richiedono conferma documentale.

Il valore di 340 milioni di sterline, pari a circa 453 milioni di dollari secondo il cambio riportato da Reuters, era una stima del contenzioso, non una somma già dovuta. Con il rigetto, non si tratta quindi di un risarcimento cancellato dopo una condanna, ma di richieste che non hanno superato questa fase processuale.

La vicenda riflette una lunga competizione fra piattaforme digitali e black cab, regolati da percorsi professionali e licenze differenti. Tuttavia, questo procedimento non decide in astratto quale modello di trasporto sia preferibile. La questione giuridica riguarda le dichiarazioni rese per la licenza e i termini entro cui i ricorrenti potevano agire.

Il rigetto non cancella ogni possibile controversia tra Uber, conducenti e autorità londinesi. Licenze, condizioni di lavoro, sicurezza e concorrenza seguono procedimenti distinti. Per capire l’effetto della decisione occorrerà verificare se i ricorrenti potranno presentare appello e se l’Alta Corte si sia pronunciata sul merito o soprattutto sulla prescrizione.

Transport for London non è presentata come parte che ha chiesto il risarcimento. Le contestazioni provenivano da tassisti e società private e riguardavano informazioni che, a loro giudizio, avrebbero influenzato l’autorità di trasporto. Questa distinzione evita di descrivere il caso come una sanzione regolatoria emessa direttamente dall’ente londinese.

Per Uber il risultato riduce un rischio legale rilevante nel mercato britannico. Non permette però di stimare da solo l’effetto sui conti: servono il testo della pronuncia, le spese processuali e l’eventuale percorso di impugnazione. Anche la cifra nominale della causa non coincide necessariamente con una perdita che l’azienda avesse già contabilizzato integralmente.

Per i tassisti, la decisione rappresenta una battuta d’arresto giudiziaria, non una valutazione complessiva del ruolo dei black cab nella mobilità londinese. Il confronto commerciale continua sulle strade e attraverso le regole di settore. Le organizzazioni dei ricorrenti potranno decidere i passi successivi dopo avere esaminato le ragioni del giudice.

Il prossimo documento decisivo è la sentenza scritta. Chiarirà quale argomento abbia determinato il rigetto, se tutte le domande siano state chiuse nello stesso modo e quali margini restino per un appello. Fino ad allora il fatto certo è il successo processuale annunciato da Uber, mentre la motivazione completa resta da leggere.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 19 ottobre 2026 alle ore 13:04.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.