Il trattamento di fine rapporto non perde, con il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, la possibilità di accedere a prelievi più favorevoli. Lo mette in evidenza Il Sole 24 Ore del 4 ottobre 2026, tornando sul dibattito politico delle settimane scorse sulla cosiddetta clausola di salvaguardia del Tfr.
Il decreto legislativo 117/2026, il nuovo Tuir in vigore dal 1° gennaio 2027, abroga l'articolo 1, comma 9, della legge 296/2006. L'opposizione aveva parlato di «stangata silenziosa»; il Governo aveva replicato che la stessa regola è riprodotta all'articolo 21, comma 11, del decreto.
Il nuovo articolo 21 stabilisce che, per l'Irpef sul Tfr e sulle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro, si applicano, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006. La tutela fiscale, in sostanza, non scompare: cambia collocatione normativa.
In pratica, al momento del calcolo della tassazione della liquidazione si confronta il risultato con il sistema del 2006. Se il vecchio schema è più conveniente per il contribuente, si può usare quello. Non è prevista, di per sé, un'imposta nuova o un rincaro generalizzato per chi riceve il Tfr dal 2027.
Il vantaggio storico della clausola è più rilevante per fasce di reddito medio-alte, dove le aliquote odierne possono risultare più pesanti di quelle del 2006. Per redditi bassi e medi l'effetto aggiuntivo può essere nullo o limitato, perché il sistema attuale può già risultare pari o migliore.
Il Sole sottolinea un punto che chi frequenta le aule tributarie conosce da anni: la disposizione del 2006 è stata spesso disattesa o applicata in modo non uniforme. Il riordino del Tuir, e la riproposizione esplicita della regola nell'articolo 21, rilancia la chance di far valere i prelievi più favorevoli.
Restano aperti i casi di rapporti che terminano a cavallo tra 2026 e 2027 e le modalità operative di confronto tra i due sistemi. Su questi punti potranno servire chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate. Non cambia, però, il quadro di fondo: la salvaguardia resta nel testo.
Per i lavoratori con Tfr in azienda (non nei fondi, dove opera un'imposta sostitutiva) il messaggio del 4 ottobre è di servizio: il nuovo Tuir non cancella il «paracadute» delle aliquote del 2006. Prima di dare per scontata una liquidazione più magra, conviene far verificare il confronto tra i due calcoli.
