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Tfr, il nuovo Tuir conferma i prelievi più favorevoli dal 2027

La clausola di salvaguardia resta: si possono usare le aliquote Irpef del 2006 se più vantaggiose. Il Sole 24 Ore spiega perché non c'è stangata automatica sulla liquidazione.

5 ottobre 2026 · Roma · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di banconote euro, monete e calcolatrice su scrivania per liquidazione Tfr; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
1 gen 2027entrata in vigore Tuir
art. 21clausola di salvaguardia
2006aliquote di riferimento

Il trattamento di fine rapporto non perde, con il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, la possibilità di accedere a prelievi più favorevoli. Lo mette in evidenza Il Sole 24 Ore del 4 ottobre 2026, tornando sul dibattito politico delle settimane scorse sulla cosiddetta clausola di salvaguardia del Tfr.

Il decreto legislativo 117/2026, il nuovo Tuir in vigore dal 1° gennaio 2027, abroga l'articolo 1, comma 9, della legge 296/2006. L'opposizione aveva parlato di «stangata silenziosa»; il Governo aveva replicato che la stessa regola è riprodotta all'articolo 21, comma 11, del decreto.

Il nuovo articolo 21 stabilisce che, per l'Irpef sul Tfr e sulle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro, si applicano, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006. La tutela fiscale, in sostanza, non scompare: cambia collocatione normativa.

In pratica, al momento del calcolo della tassazione della liquidazione si confronta il risultato con il sistema del 2006. Se il vecchio schema è più conveniente per il contribuente, si può usare quello. Non è prevista, di per sé, un'imposta nuova o un rincaro generalizzato per chi riceve il Tfr dal 2027.

Il vantaggio storico della clausola è più rilevante per fasce di reddito medio-alte, dove le aliquote odierne possono risultare più pesanti di quelle del 2006. Per redditi bassi e medi l'effetto aggiuntivo può essere nullo o limitato, perché il sistema attuale può già risultare pari o migliore.

Il Sole sottolinea un punto che chi frequenta le aule tributarie conosce da anni: la disposizione del 2006 è stata spesso disattesa o applicata in modo non uniforme. Il riordino del Tuir, e la riproposizione esplicita della regola nell'articolo 21, rilancia la chance di far valere i prelievi più favorevoli.

Restano aperti i casi di rapporti che terminano a cavallo tra 2026 e 2027 e le modalità operative di confronto tra i due sistemi. Su questi punti potranno servire chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate. Non cambia, però, il quadro di fondo: la salvaguardia resta nel testo.

Per i lavoratori con Tfr in azienda (non nei fondi, dove opera un'imposta sostitutiva) il messaggio del 4 ottobre è di servizio: il nuovo Tuir non cancella il «paracadute» delle aliquote del 2006. Prima di dare per scontata una liquidazione più magra, conviene far verificare il confronto tra i due calcoli.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 5 ottobre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.