Il bilancio del terremoto che ha colpito il Tibet settentrionale nella tarda serata di giovedì è salito a 16 morti e 65 feriti.
L'aggiornamento diffuso dalle autorità locali nelle prime ore di venerdì indica inoltre che oltre 12mila persone sono state trasferite in luoghi più sicuri. La scossa, di magnitudo 7,0, è avvenuta alle 22:33 locali nell'area di Nagqu, una regione remota dell'altopiano tibetano.
Il centro del sisma è stato localizzato in una zona scarsamente popolata e ad alta quota. Il China Earthquake Networks Center ha indicato una profondità di circa dieci chilometri; il servizio geologico statunitense ha stimato 18 chilometri.
Le due valutazioni non cambiano il quadro operativo: si è trattato di un evento forte e relativamente superficiale, avvertito distintamente nelle comunità più vicine.
Secondo le informazioni raccolte da Associated Press e Reuters, almeno 339 abitazioni e 20 ricoveri per il bestiame sono crollati.
Le comunicazioni sono state interrotte in alcune località, un tratto della strada nazionale 317 è rimasto bloccato da cadute di massi e le autorità ferroviarie hanno fermato in via precauzionale i convogli che attraversano l'area interessata. Queste limitazioni servono a lasciare spazio ai mezzi di soccorso e alle verifiche tecniche.
Nella notte sono stati mobilitati più di 1.600 soccorritori locali, ai quali si sono aggiunti reparti di polizia, vigili del fuoco e squadre sanitarie.
Nel territorio sono arrivati moduli abitativi prefabbricati, migliaia di tende e letti pieghevoli, coperte, torce e abbigliamento invernale. Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto di concentrare gli sforzi sulla ricerca delle persone, sull'assistenza medica e sulla sistemazione temporanea degli sfollati.
La sorveglianza resta necessaria anche per le repliche. All'alba il centro sismologico cinese ne aveva registrate 413, mentre l'USGS aveva già classificato diversi eventi fra magnitudo 4,3 e 5,2.
Una replica non permette di prevedere l'evoluzione della sequenza, ma può provocare nuovi distacchi o aggravare lesioni già presenti negli edifici; per questo le autorità mantengono le persone lontane dalle strutture non controllate.
Il meteo rende più difficile la risposta. L'epicentro si trova a quasi 4.900 metri di quota e sono previste nevicate intermittenti nei prossimi tre giorni.
Il freddo aumenta l'urgenza di distribuire ripari e materiale termico, mentre neve, buio e viabilità danneggiata rallentano le ricognizioni nei villaggi più isolati. Il numero di vittime e feriti potrà quindi essere rivisto con il completamento delle verifiche.
La scossa è la più forte registrata in Cina dal gennaio 2024. Il riferimento storico non è una previsione sugli effetti futuri: la gravità dipende da profondità, distanza dai centri abitati, vulnerabilità degli edifici e condizioni del territorio. Le cifre riportate descrivono il bilancio ufficiale disponibile questa mattina; per l'area colpita restano prioritari soccorsi, controlli strutturali e collegamenti di emergenza.
Nelle prossime ore il bilancio potrà cambiare con il completamento delle verifiche nei villaggi più remoti. I numeri sulle persone trasferite indicano anche evacuazioni precauzionali, non soltanto abitazioni distrutte: distinguere sfollati, feriti e vittime evita di sommare categorie diverse.
Restano centrali il ripristino delle comunicazioni, l'accesso stradale e la protezione dal freddo notturno, fattori che possono condizionare la rapidità dei soccorsi sull'altopiano.
