Antonio Tajani parteciperà la mattina di giovedì 22 ottobre al vertice dei capi di Stato e di governo del Processo di Berlino a Budva, in Montenegro. Il ministro degli Esteri rappresenterà l’Italia su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La riunione è organizzata dalla presidenza montenegrina ed è il principale appuntamento politico annuale dell’iniziativa.
Il Processo di Berlino è stato avviato nel 2014 per sostenere la cooperazione fra i sei Paesi dei Balcani occidentali, accompagnarne le riforme e avvicinarli all’Unione europea. Ne fanno parte Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.
Non sostituisce i negoziati di adesione, che seguono procedure e valutazioni separate, ma crea un tavolo politico e operativo comune.
Secondo il programma anticipato dalla Farnesina, Tajani ribadirà il sostegno italiano alla prospettiva europea della regione. L’intervento dovrebbe concentrarsi sulla cooperazione economica, sulla connettività e sulla sicurezza, oltre che sul consolidamento del Mercato regionale comune e sull’integrazione progressiva dei Paesi candidati in politiche e strumenti dell’UE.
Il richiamo all’accelerazione dell’adesione sarà accompagnato da una condizione: i progressi devono dipendere dalle riforme realizzate. La posizione annunciata distingue quindi l’obiettivo politico, portare i Balcani occidentali nell’Unione, dal percorso tecnico e istituzionale necessario per aprire e chiudere i capitoli negoziali.
Un altro punto è il rischio che le tensioni regionali blocchino riconciliazione e integrazione. È un passaggio rilevante perché le iniziative comuni, dai trasporti alla mobilità, funzionano solo se gli Stati riescono a tradurre gli impegni in accordi applicabili.
Il vertice può indicare priorità condivise, ma i risultati concreti dipenderanno dai testi approvati e dai successivi atti nazionali ed europei.
Per l’Italia la regione ha un peso geografico, economico e di sicurezza diretto. L’Adriatico collega porti, infrastrutture energetiche e scambi commerciali, mentre l’allargamento incide sulla gestione dei confini, sulla lotta alla criminalità transnazionale e sulla capacità europea di ridurre spazi di influenza esterna.
Il documento finale e gli eventuali accordi operativi saranno gli elementi da verificare dopo la riunione. Fino ad allora sono confermati presenza, delega e linee politiche annunciate dall’Italia; non lo sono nuovi finanziamenti, calendari di adesione o intese che il vertice deve ancora discutere.
