Italia

Tajani: “L’Italia non è in guerra con gli Houthi”. Roma chiede di rafforzare Aspides

Il ministro degli Esteri ribadisce la natura difensiva della missione europea nel Mar Rosso. L’Italia sollecita più navi dai partner o una maggiore condivisione dei costi.

20 settembre 2026 · Roma · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Ritratto editoriale neutrale generato con IA di Antonio Tajani al podio del Ministero degli Affari Esteri, con bandiere italiana ed europea; non è una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
40%traffico marittimo italiano via Mar Rosso
Aspidesmissione Ue difensiva da rafforzare
2ª fregataipotesi italiana se i costi sono condivisi

L’Italia non considera l’operazione Aspides una guerra contro gli Houthi. Antonio Tajani ha ribadito che la missione europea nel Mar Rosso mantiene un mandato difensivo: proteggere i mercantili e garantire la libertà di navigazione senza condurre una campagna offensiva nello Yemen.

Roma chiede però un rafforzamento rapido. Dalla rotta del Mar Rosso passa circa il 40% del traffico marittimo commerciale italiano e una quota ancora maggiore delle esportazioni dirette verso l’Asia. Le deviazioni intorno all’Africa aumentano tempi, carburante e costi assicurativi.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sollecitato l’Alto rappresentante europeo Kaja Kallas a coinvolgere più unità navali degli altri Stati membri. L’Italia valuta la disponibilità di una seconda fregata, ma chiede che l’onere operativo e finanziario non ricada sui pochi Paesi già presenti.

La fregata Carlo Bergamini ha già effettuato scorte nell’area, compreso il passaggio del mercantile italiano Jolly Oro. Queste attività rientrano nel mandato di protezione di Aspides e sono distinte da eventuali operazioni offensive condotte da singoli alleati fuori dal quadro europeo.

Kallas ha confermato la necessità di mantenere elevata l’allerta e di sostenere la sicurezza del traffico commerciale. Non è stato però annunciato un nuovo elenco di navi assegnate alla missione, né un accordo definitivo sulla ripartizione dei costi richiesto dall’Italia.

Il punto politico riguarda quindi la sostenibilità della presenza navale. Una seconda unità italiana aumenterebbe la capacità di scorta, ma ridurrebbe le risorse disponibili per altri impegni della Marina. Roma propone che i partner contribuiscano con mezzi oppure con un sostegno finanziario più consistente.

Il rafforzamento resta da negoziare nelle sedi europee. Gli elementi da verificare saranno il numero di nuove navi, le regole d’ingaggio, la durata degli schieramenti e il meccanismo di finanziamento. Fino ad allora Aspides conserva la configurazione difensiva rivendicata dal governo italiano, mentre prosegue il confronto tra le capitali europee.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 20 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.