La Siria ha avviato la distruzione di materiali e munizioni collegati al programma chimico del governo di Bashar al-Assad, sotto la verifica dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Gli ispettori hanno certificato l’eliminazione irreversibile di 42 bombe aeree vuote, ritrovate dopo il cambio di potere e non comprese nel quadro chiuso formalmente oltre un decennio fa. È la prima operazione di questo tipo condotta e verificata sul territorio siriano dal 2014 e riapre un dossier rimasto incompleto nonostante anni di missioni internazionali.
Nel maggio 2026 una squadra tecnica dell’OPCW aveva individuato un ulteriore impianto di produzione, una sostanza impiegabile nella fabbricazione di agenti nervini, due depositi e altre munizioni senza carica. Le scoperte hanno mostrato che la dichiarazione presentata da Damasco dopo l’adesione alla Convenzione sulle armi chimiche non descriveva l’intero programma. Il nuovo governo siriano sta ora lavorando con l’organizzazione per catalogare i siti, mettere in sicurezza i materiali e stabilire metodi di distruzione che impediscano qualsiasi recupero o riutilizzo.
L’OPCW è l’organismo internazionale con sede all’Aia che applica la Convenzione sulle armi chimiche. Non è una forza militare e non conduce processi penali: invia esperti, preleva campioni, controlla inventari e verifica che sostanze e ordigni vengano distrutti secondo procedure tecniche. Quando indaga un presunto attacco, può stabilire quali agenti siano stati usati e, in alcuni mandati, attribuire responsabilità; spetta però agli Stati o ai tribunali trasformare quelle conclusioni in conseguenze giudiziarie. L’organizzazione ha ricevuto il Nobel per la pace nel 2013.
La Siria entrò nella Convenzione nell’ottobre 2013, dopo l’attacco con sarin nella Ghouta che provocò centinaia di vittime e una grave crisi internazionale. L’arsenale dichiarato venne rimosso e distrutto tra il 2013 e il 2014, in gran parte fuori dal Paese, ma gli ispettori continuarono a segnalare lacune, incongruenze e siti non chiariti. Missioni successive hanno documentato l’impiego di sostanze tossiche durante la guerra. Il lavoro attuale non cancella quelle responsabilità: serve a ridurre il rischio che capacità residue sopravvivano al vecchio apparato.
Le bombe verificate erano vuote, ma la loro eliminazione ha comunque valore. Un involucro progettato per disperdere agenti chimici può essere riempito nuovamente, studiato o trasferito; deformarlo e tagliarlo con procedure controllate ne rende impossibile l’uso operativo. Per sostanze e impianti il percorso è più complesso: occorre caratterizzare i composti, stabilire il livello di contaminazione, scegliere strutture sicure e documentare ogni passaggio. In un Paese danneggiato dalla guerra, anche trasporto, energia e accesso ai siti possono diventare ostacoli.
Le autorità siriane affermano di preparare la prima udienza contro sospettati legati al precedente programma e riferiscono che 18 persone sono state arrestate. Sono dichiarazioni del governo che dovranno essere verificate attraverso atti giudiziari, garanzie difensive e procedimenti trasparenti. L’inviato siriano presso l’OPCW ha inoltre accusato gli attacchi israeliani di ostacolare le operazioni; Israele non ha commentato questa specifica affermazione nelle informazioni disponibili. In una materia così sensibile, distinguere fatti verificati e rivendicazioni politiche è essenziale.
Il compito degli ispettori non si limita agli oggetti scoperti quest’anno. Devono ricostruire la catena di produzione, confrontare documenti e testimonianze, cercare eventuali precursori e controllare che nessun sito sia stato omesso. I “precursori” sono sostanze industriali che, combinate o trasformate, possono generare un agente tossico; alcune hanno impieghi civili, perciò inventario e tracciabilità contano quanto la distruzione. La cooperazione delle nuove autorità può accelerare l’accesso ad archivi e impianti prima irraggiungibili.
Il risultato più importante sarà la chiusura verificabile di tutte le domande ancora aperte. Serviranno mesi o anni, finanziamenti internazionali e condizioni di sicurezza stabili. La distruzione delle 42 bombe è un passo concreto, non la certificazione che ogni capacità chimica siriana sia scomparsa. Proprio per questo l’OPCW continuerà a pubblicare verifiche tecniche: soltanto una sequenza documentata di accessi, analisi e smantellamenti può trasformare una promessa politica in disarmo credibile.
