La senatrice a vita Liliana Segre ha dichiarato all’Ansa che è essenziale approvare all’unanimità il disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo e che, se necessario, «sarebbe il caso di aprirsi» a una «inessenziale modifica» del testo.
La precisazione auspicata, secondo le parole riportate dall’agenzia, servirebbe a specificare la possibilità di critiche allo Stato di Israele come per ogni altro Paese, senza considerarle automaticamente antisemite.
«Rivolgo un nuovo, accorato appello a tutti i partiti affinché compiano un ulteriore sforzo di generosità e di responsabilità, mettendo da parte ogni speculazione e avendo di mira il superiore interesse del Paese», ha sottolineato Segre.
Il provvedimento, già approvato al Senato il 4 marzo 2026 con 105 sì, 24 no e 21 astenuti, è calendarizzato in Aula alla Camera a partire dal 2 ottobre. Al Senato M5S e Alleanza Verdi e Sinistra avevano votato contro; il Pd si era diviso tra astenuti e un gruppo di riformisti a favore.
Il nodo politico resta la definizione operativa di antisemitismo che richiama la formula dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Parte dell’opposizione chiede di sostituirla o integrarla, temendo un effetto di compressione sulla critica alle politiche del governo israeliano; la maggioranza ha finora respinto gli emendamenti in commissione.
Dopo una lunga riunione di gruppo, la segretaria del Pd Elly Schlein ha indicato che, senza modifiche alla definizione, i dem voterebbero no alla Camera, con tensioni interne tra riformisti e altri settori. Segre, con l’appello di oggi, spinge di nuovo per una convergenza trasversale.
Il pezzo riporta solo la dichiarazione di Segre all’Ansa e il quadro parlamentare già documentato da agenzie e testate; non anticipa esiti di voto né giudizi sul merito della definizione IHRA.
L’appello di Segre arriva a pochi giorni dalla discussione generale alla Camera e ricalca l’invito già rivolto in passato a una «ampia convergenza» sul contrasto all’odio antiebraico.
Il testo in esame non reintroduce il divieto di cortei o le sanzioni penali espunte al Senato; resta incentrato su definizione operativa, formazione e strumenti di prevenzione, secondo le versioni già discusse in commissione.
