L’emergenza dichiarata al Savannah River Site, complesso nucleare federale nella Carolina del Sud, è stata revocata alle 21:45 locali del 28 ottobre dopo lo spegnimento di un incendio al Savannah River National Laboratory. I rilievi radiologici eseguiti nell’area non hanno individuato livelli rilevabili di contaminazione, secondo il terzo comunicato ufficiale del sito.
Un dipendente ha riportato ferite lievi ed è stato accompagnato in ospedale, ha riferito a Reuters un portavoce del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Non sono state comunicate le sue generalità né la natura precisa delle lesioni. Le autorità non hanno ancora indicato la causa del rogo e hanno annunciato ulteriori informazioni quando disponibili.
La classificazione di Site Area Emergency era scattata nel tardo pomeriggio. È un livello operativo che mobilita la risposta interna e le agenzie locali quando un evento può avere conseguenze significative all’interno del sito. Non significa automaticamente che vi sia stato un rilascio radioattivo all’esterno; il primo avviso specificava che non risultavano effetti oltre i confini del complesso.
Durante l’intervento, gli ingressi erano stati chiusi ai veicoli in arrivo. Per precauzione erano state imposte restrizioni temporanee al traffico ferroviario, fluviale e aereo nell’area. I lavoratori non coinvolti nelle operazioni di emergenza o nello spegnimento erano stati invitati a ripararsi negli edifici indicati dai responsabili della sicurezza.
Dopo i controlli, le misure protettive sono state ritirate e le barriere agli accessi riaperte. La strada statale 125 è rimasta percorribile. Il personale del turno successivo è stato invitato a presentarsi regolarmente, così come gli altri dipendenti attesi per giovedì 29 ottobre. Non erano state diffuse istruzioni di evacuazione per i residenti.
Il Savannah River Site si trova vicino ad Aiken e Jackson, lungo il confine fra South Carolina e Georgia. Fu costruito nei primi anni Cinquanta per produrre plutonio e trizio destinati al programma nucleare militare statunitense. Una parte importante delle attività riguarda la gestione di materiali nucleari, la bonifica dei rifiuti e la ricerca applicata.
Il laboratorio coinvolto svolge ricerca su sicurezza nucleare, non proliferazione, ambiente e trattamento dei materiali. La presenza di attività radiologiche spiega l’immediata attivazione dei controlli e la necessità di distinguere fra incendio industriale e contaminazione. Il comunicato non ha specificato l’edificio o l’apparato nel quale si sono sviluppate le fiamme.
Le autorità del sito hanno notificato l’evento alle agenzie statali e locali. Nella prima fase avevano chiesto ai residenti di seguire radio e televisioni locali nel caso fossero necessarie istruzioni. Con la chiusura dell’emergenza e i rilievi negativi, quell’indicazione non si è trasformata in un ordine di protezione per la popolazione esterna.
Il fatto che non sia stata rilevata contaminazione non sostituisce l’indagine sulle cause. Dovranno essere verificati origine dell’incendio, funzionamento degli impianti antincendio, tempi di risposta e possibili danni alle attrezzature. Un rapporto tecnico potrà anche chiarire se siano state coinvolte sostanze pericolose non radiologiche.
Per il pubblico, il dato operativo aggiornato è che l’emergenza è terminata, gli accessi sono aperti e il lavoro riprende secondo programma. Eventuali nuove restrizioni o risultati dei rilievi devono essere cercati sui canali del Savannah River Site e del Dipartimento dell’Energia, evitando di interpretare immagini di mezzi di soccorso come prova di un rilascio nucleare.
