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Santanchè, il giudice invia gli atti alla Consulta

Nel processo per diffamazione il tribunale di Roma solleva un conflitto di attribuzione dopo il no del Senato all’autorizzazione a procedere. La difesa aveva chiesto il non luogo a procedere.

9 ottobre 2026 · Roma · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Aula di tribunale vuota con un fascicolo chiuso; illustrazione editoriale, non il processo.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
Consultadestinataria degli atti
Lugliovoto del Senato sull’autorizzazione
2023anno dell’intervento contestato

Il giudice monocratico di Roma ha disposto l’invio degli atti alla Corte costituzionale nel procedimento che vede imputata Daniela Santanchè per diffamazione. Lo riferiscono ANSA, la Repubblica e LaPresse. Il giudice Emilia Conforti ha sollevato un conflitto di attribuzione.

Il Senato, a luglio, aveva riconosciuto l’insindacabilità delle opinioni espresse in Aula e aveva negato l’autorizzazione a procedere. In udienza la difesa ha chiesto di prenderne atto e di dichiarare il non luogo a procedere. Il giudice non ha chiuso il processo: ha chiesto alla Consulta di dichiarare che quella valutazione non spettava al Senato.

L’accusa riguarda un intervento del 5 luglio 2023. Secondo il capo di imputazione, parlando in Senato dell’inchiesta che la riguardava, Santanchè avrebbe offeso la reputazione di Giuseppe Zeno, azionista di minoranza di Visibilia Editore. Le frasi contestate descrivono i suoi trasferimenti e restano, in questa fase, un’imputazione, non un fatto accertato.

Santanchè è senatrice ed è stata ministra del Turismo. Il rinvio alla Consulta sospende la decisione sul se il processo possa proseguire. Non è una sentenza sulla diffamazione.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 9 ottobre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.