Sandro Mazzola è morto a 83 anni. Lo ha comunicato l’Inter nella notte tra venerdì e sabato 19 settembre. Il club lo definisce uno dei più grandi calciatori della storia, non soltanto di quella nerazzurra.
«È stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito», scrive la società. Il presidente Giuseppe Marotta, Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu, i calciatori e il club si uniscono al cordoglio per la famiglia.
Nato a Torino l’8 novembre 1942, era figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino morto a Superga nel 1949. Sandro aveva sei anni. A otto vestì la maglia dell’Inter, dove rimase per tutta la carriera da calciatore.
Con i nerazzurri ha disputato 565 partite e segnato 161 gol in 17 stagioni, secondo i dati del club. Ha vinto quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nel 1964 a Vienna segnò due reti al Real Madrid in finale.
Fu capocannoniere della Serie A nel 1965, con 17 gol, e della Coppa dei Campioni nel 1964, con 7 reti. Nel 1971 arrivò secondo nel Pallone d’Oro, dietro Johan Cruijff. In Nazionale vinse l’Europeo 1968 e fu finalista al Mondiale 1970, dove Valcareggi lo alternò con Gianni Rivera.
L’esordio in Serie A è del 10 giugno 1961, in Juventus-Inter 9-1, quando Angelo Moratti schierò la Primavera per protesta. Mazzola, 18 anni, segnò l’unico gol nerazzurro su rigore. Si ritirò da calciatore nel 1977.
Dopo il campo fu dirigente e direttore sportivo dell’Inter, poi dello stesso Torino. Avrebbe compiuto 84 anni l’8 novembre. Il club ricorda il suo desiderio: essere ricordato come un bravo uomo, «che se la gioca sempre».
Questa sera, sabato 19 settembre, l’Inter è di scena all’Olimpico contro la Roma per la quinta giornata di Serie A. Il club ha diramato il comunicato di cordoglio prima della gara.
