San Marino e Andorra hanno firmato il 19 ottobre a Bruxelles l’accordo di associazione con l’Unione europea. L’intesa definisce il percorso per una più stretta integrazione economica e istituzionale dei due Paesi con l’UE.
La sottoscrizione chiude una fase negoziale ma non rende immediatamente applicabili tutte le disposizioni: si apre ora il passaggio attraverso le procedure europee e quelle dei due Stati.
Per Andorra ha firmato il capo del governo Xavier Espot, per San Marino il responsabile degli Affari esteri Luca Beccari e per la Commissione europea il commissario Maroš Šefčovič. La comunicazione del governo andorrano sottolinea che la firma non equivale all’entrata in vigore dell’accordo nel Principato.
L’associazione, inoltre, è uno strumento diverso dall’adesione all’Unione: i due Paesi non diventano Stati membri con l’atto sottoscritto a Bruxelles.
Il quadro era stato autorizzato dal Consiglio dell’UE il 16 luglio. Fra i suoi contenuti principali figura la partecipazione a un mercato interno esteso, con regole comuni e condizioni di concorrenza omogenee. Per i servizi finanziari è previsto un accesso progressivo, subordinato alla verifica della solidità dei sistemi di regolazione e vigilanza.
Il passaggio dipende quindi da valutazioni specifiche e non si esaurisce nell’annuncio politico della firma.
L’accordo comprende anche la cooperazione in ricerca, istruzione, politiche sociali, ambiente, tutela dei consumatori e cultura. Il Consiglio ha evidenziato l’attenzione riservata alle caratteristiche dei due Stati: territorio, popolazione e rapporti di vicinato con i Paesi dell’Unione.
Sono elementi che spiegano la scelta di un’intesa articolata, chiamata a collegare economie di piccole dimensioni a un sistema di regole molto più ampio.
Sul versante europeo è necessario il consenso del Parlamento prima della conclusione formale da parte del Consiglio. Andorra prevede poi un referendum consultivo, il cui risultato il governo considera politicamente vincolante. Solo un esito favorevole porterebbe il testo al Consell General, dove è richiesta una maggioranza dei due terzi.
Il calendario, secondo Espot, dovrà tenere conto anche delle elezioni generali previste nella primavera del 2027.
Il governo andorrano precisa che il proprio referendum non impedisce all’UE e a San Marino di proseguire nelle rispettive procedure. Le due parti restano infatti distinte all’interno dell’architettura dell’accordo. Questo chiarimento è rilevante per leggere le prossime tappe: la stessa cerimonia di firma può essere seguita da percorsi nazionali e tempi differenti.
Dall’Emilia-Romagna è arrivata una valutazione positiva del presidente Michele de Pascale. La Regione ha richiamato i rapporti con San Marino nei servizi sanitari, nella mobilità, nella tutela ambientale e nel turismo, confermando l’intenzione di proseguire la collaborazione. La dimensione territoriale rende l’accordo significativo anche per l’area italiana confinante, dove relazioni economiche e servizi attraversano già il confine.
I negoziati erano cominciati nel 2015 sulla base degli indirizzi approvati dal Consiglio dell’UE nel dicembre 2014. Il percorso aveva inizialmente coinvolto anche Monaco, che nel 2023 ha sospeso la trattativa. Con Andorra e San Marino il negoziato è invece proseguito, fino all’intesa politica e ai successivi atti necessari per arrivare alla firma.
Per cittadini e imprese, il prossimo elemento da seguire sarà il completamento dei passaggi istituzionali e la definizione dell’applicazione delle singole disposizioni. La cerimonia del 19 ottobre fissa un avanzamento verificabile dopo anni di negoziato. Le possibilità annunciate per il mercato e la cooperazione dovranno diventare operative attraverso quel percorso, con tempi e condizioni che la sola sottoscrizione non sostituisce.
