Cronaca

San Giuseppe Jato, anziana tiene al telefono il falso carabiniere per tre ore: arresto alla porta

La donna di 83 anni ha avvisato il nipote, consentendo ai militari di attendere nell'abitazione il presunto incaricato del ritiro dei gioielli.

24 ottobre 2026 alle ore 17:14 · San Giuseppe Jato (Palermo) · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione IA di una donna anziana al telefono con due Carabinieri presenti nell'abitazione; non documenta il caso reale.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
83 annietà della donna presa di mira
circa 3 oretempo guadagnato al telefono
112numero da chiamare in caso di sospetto

Una donna di 83 anni di San Giuseppe Jato, nel Palermitano, ha sventato una truffa telefonica mantenendo il contatto con l'interlocutore per circa tre ore e avvertendo nel frattempo il nipote. I Carabinieri, allertati dal familiare, si sono posizionati anche all'interno dell'abitazione e hanno fermato il giovane presentatosi alla porta per ritirare i gioielli.

La telefonata seguiva uno schema già segnalato dalle forze dell'ordine. Un uomo si era presentato come un alto ufficiale dei Carabinieri e aveva sostenuto che un'automobile intestata all'anziana fosse coinvolta in una grave rapina a Palermo. Per chiarire la situazione, le avrebbe chiesto di raccogliere tutti i preziosi presenti in casa.

Il sedicente appartenente alle forze dell'ordine aveva annunciato l'arrivo di un “perito” incaricato di controllare i gioielli. La donna, invece di consegnare immediatamente i beni, ha guadagnato tempo e ha informato il nipote. La pressione sarebbe proseguita anche con una videochiamata, usata dall'interlocutore per tentare di verificare i movimenti della vittima.

L'intervallo di circa tre ore ha permesso ai Carabinieri delle stazioni di San Giuseppe Jato e San Cipirello di organizzare l'intervento. I militari, alcuni in uniforme e altri in abiti civili, erano già impegnati in servizi mirati contro le truffe agli anziani e hanno atteso l'arrivo della persona incaricata del ritiro.

Quando il giovane, 24 anni, ha preso in consegna i gioielli, è stato bloccato prima di lasciare l'abitazione. L'arresto in flagranza è stato successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo. La convalida riguarda la legittimità dell'arresto e non equivale a una sentenza di condanna.

Le verifiche successive hanno portato anche alla denuncia in stato di libertà di un uomo di 64 anni, indicato come presunto complice e individuato alla guida dell'auto utilizzata per raggiungere il luogo. Anche la sua posizione è oggetto di accertamento e non può essere presentata come responsabilità già dimostrata.

Il caso mostra alcuni segnali tipici delle truffe del falso appartenente alle forze dell'ordine: una notizia allarmante costruita per impedire alla vittima di ragionare, la richiesta di denaro o gioielli, l'invito a non interrompere la telefonata e l'arrivo rapido di un incaricato. Carabinieri, Polizia e altre istituzioni non chiedono di consegnare preziosi a domicilio per verifiche giudiziarie.

In situazioni simili è utile chiudere la chiamata, contattare direttamente il 112 da un altro apparecchio quando possibile e avvisare una persona di fiducia. Non bisogna richiamare numeri forniti dall'interlocutore né consegnare beni a sconosciuti. Se qualcuno è già davanti alla porta, è più sicuro non aprire e comunicare agli operatori la posizione.

La prontezza della donna e il coordinamento con il nipote hanno consentito l'intervento senza che i gioielli uscissero dall'abitazione. Il procedimento penale, tuttavia, prosegue e tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Testo originale. Verificato il 24 ottobre 2026. Come lavoriamo

Ultimo aggiornamento editoriale: 24 ottobre 2026 alle ore 17:14.