Matteo Salvini ha detto che, per la Lega, il voto resta fissato alla fine naturale della legislatura, nell’autunno del 2027. Lo ha dichiarato venerdì 9 ottobre a Roma, a margine di una conferenza stampa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Secondo l’ANSA, il vicepremier ha legato quella data al lavoro ancora aperto: «così tante cose da fare, così tanti cantieri da completare, così tante case da riassegnare». È una posizione politica, non un atto che sposti da solo la scadenza delle Camere.
Nella stessa occasione ha rivendicato l’approvazione della legge elettorale. Ha detto che per mesi era stato spiegato che la maggioranza non avrebbe avuto i numeri e che invece «i numeri c’erano». Sulla riforma, ha aggiunto, ci sono state «troppe chiacchiere inutili».
La legge è già stata approvata in via definitiva alla Camera l’8 ottobre, con 227 sì a scrutinio segreto. Le parole di oggi non aggiungono un nuovo voto in Aula: indicano che Salvini non spinge, almeno in questa dichiarazione, per un’elezione anticipata.
