La Regione Puglia ha chiesto a Comuni e operatori di ristorazione scolastica, ospedaliera, socio-assistenziale e delle case di cura di sospendere temporaneamente l'uso e la somministrazione di pomodori freschi crudi, da sostituire con vegetali cotti. La misura segue l'aumento di focolai di salmonellosi collegati al consumo di pomodorini ciliegino crudi.
Il 30 settembre si è riunita una Task Force nazionale sui focolai segnalati in Puglia, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. Le indagini epidemiologiche dei Dipartimenti di Prevenzione hanno associato i casi di settembre al consumo di pomodori freschi, in particolare ciliegino crudo.
Le analisi hanno individuato contaminazione da Salmonella in un lotto proveniente dalla provincia di Caltanissetta. Il Ministero della Salute ha pubblicato il richiamo di un lotto di pomodorini ciliegino (G&V Ortaggi, area di Gela/Caltanissetta) per presenza di Salmonella spp. Il ceppo citato nelle comunicazioni regionali è Salmonella Strathcona St2559.
In Puglia sono stati accertati decine di contagi, con focolai anche in contesti di rinfresco e di asilo nido. Non c'è un divieto generalizzato di vendita in tutta Italia: il provvedimento pugliese è precauzionale per mense e categorie fragili.
I sintomi tipici — febbre, crampi, vomito, diarrea — compaiono in genere tra 6 e 72 ore dopo l'ingestione e durano in media 4-7 giorni. Serve il medico se la febbre è alta, ci sono segni di disidratazione o sangue nelle feci, o se i sintomi non migliorano.
Le autorità raccomandano di lavare bene frutta e verdura, di cuocere i pomodori se si è in dubbio, di non servirli crudi a bambini, anziani e persone immunocompromesse in contesti collettivi, e di controllare i richiami ufficiali del Ministero della Salute.
Al 4-5 ottobre 2026 l'allerta resta attiva: non tutti i pomodori in commercio sono considerati pericolosi, ma la filiera del lotto siciliano e i focolai multi-regione spiegano le misure nelle mense pugliesi e l'attenzione sanitaria nazionale.
