Roma / Cronaca

Roma, nuove occupazioni nelle scuole: coinvolti Tasso, Piaget e Argan

La protesta si estende in diversi istituti della Capitale. Le rivendicazioni cambiano da scuola a scuola: edilizia, servizi, carovita e spesa militare tra i temi indicati dagli studenti.

26 ottobre 2026 alle ore 15:16 · Roma · 4 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di una scuola romana occupata con assemblea pacifica nel cortile; scena simbolica non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
26 ottobrenuove occupazioni
3 istitutiTasso, Piaget e Argan
30 ottobresciopero nazionale

Le occupazioni studentesche si sono estese lunedì 26 ottobre al liceo classico Torquato Tasso, all'istituto Piaget di Tor Sapienza e al liceo artistico Argan di Roma. Secondo le ricostruzioni pubblicate in mattinata, l'ingresso degli studenti ha comportato l'interruzione o la forte limitazione delle lezioni nelle sedi coinvolte.

La situazione resta diversa da istituto a istituto e deve essere aggiornata attraverso le comunicazioni dei dirigenti scolastici.

La nuova giornata si inserisce in una mobilitazione già avviata in numerose scuole della Capitale. Nei giorni precedenti erano stati indicati tra gli istituti occupati o interessati da proteste Morgagni, Plinio Seniore, Gullace, Francesco d'Assisi, Maria Montessori, Benedetto da Norcia, Leopoldo Pirelli, Giorgio Ambrosoli e Roberto Rossellini.

Repubblica ha inoltre segnalato iniziative all'artistico di via Ripetta e al Margherita di Savoia. Gli elenchi possono cambiare rapidamente con assemblee, sgomberi spontanei o ripresa delle attività.

Al Piaget gli studenti hanno concentrato le contestazioni sulle condizioni materiali dell'edificio: giardino non utilizzabile, bagni malfunzionanti, palestra con infiltrazioni, collegamento internet insufficiente per le lavagne digitali e frequente avvicendamento dei docenti. Sono rivendicazioni riferite dai partecipanti alla protesta e non ancora accompagnate, per tutti i punti, da una verifica tecnica pubblica.

Il dirigente può chiedere l'intervento dell'Ufficio scolastico e delle autorità quando ritiene compromesse sicurezza e continuità didattica.

All'Argan la protesta è stata collegata dai collettivi anche al carovita, alla guerra e alle spese militari. Una circolare del dirigente, citata dalla stampa locale, ha richiamato i rischi connessi all'occupazione e la possibilità di informare Digos, Questura e Ufficio scolastico.

Il richiamo non equivale automaticamente a uno sgombero: tempi e modalità dipendono dalla situazione concreta, dalle condizioni dell'edificio e dalle decisioni delle autorità competenti.

Le ragioni indicate dagli studenti non formano un'unica piattaforma cittadina. In alcune scuole prevalgono manutenzione e sicurezza degli edifici, in altre le critiche riguardano modello didattico, precarietà del personale o scelte nazionali. Per questo è improprio attribuire a ogni istituto tutte le parole d'ordine circolate nella mobilitazione.

La verifica più affidabile passa dai documenti dei collettivi, dalle circolari scolastiche e dagli atti degli enti proprietari degli immobili.

Il movimento romano arriva dopo giornate di tensione e proteste in altre città italiane, ma non ci sono elementi sufficienti per presentare tutte le iniziative come un'unica organizzazione nazionale. Il contesto comune è l'aumento dell'attenzione politica sull'ordine pubblico e sulle manifestazioni giovanili.

A Roma, tuttavia, le decisioni immediate restano affidate ai singoli istituti, all'Ufficio scolastico regionale, alla Città metropolitana per gli edifici e alla Prefettura per gli aspetti di sicurezza.

Un ulteriore appuntamento è lo sciopero generale del 30 ottobre, al quale USB Scuola ha chiamato docenti, personale Ata e studenti. Alcuni collettivi hanno annunciato la partecipazione ai cortei. Lo sciopero è un'iniziativa distinta dalle occupazioni e segue regole proprie: adesione del personale, comunicazioni alle famiglie e garanzia dei servizi essenziali devono essere verificati scuola per scuola.

Non tutte le lezioni saranno automaticamente sospese.

Per famiglie e studenti la fonte operativa rimane il registro elettronico o il sito ufficiale dell'istituto. Le notizie sui social possono anticipare un cambiamento, ma non sostituiscono una circolare sulla chiusura, sull'ingresso o sul recupero delle attività. È utile controllare anche eventuali comunicazioni su verifiche, laboratori e percorsi di formazione scuola-lavoro programmati nei giorni della protesta.

Nelle prossime ore saranno rilevanti tre elementi: la durata effettiva delle occupazioni, l'eventuale apertura di tavoli con dirigenti ed enti locali e le condizioni di sicurezza rilevate negli edifici. Separare le richieste strutturali dalle rivendicazioni politiche aiuta a capire quali interventi possono essere decisi dalla singola scuola e quali richiedono risorse o provvedimenti di amministrazioni superiori.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 26 ottobre 2026 alle ore 15:16.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.