L'attacco di sabato 10 ottobre all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha causato 12 morti e 309 feriti, secondo il bilancio comunicato nelle prime ore di domenica dall'Autorità saudita per l'aviazione civile. Alcune persone ferite sono in condizioni critiche. Lo scalo ha sospeso temporaneamente le operazioni per le verifiche di sicurezza.
Quattro vittime sono cittadini sauditi; tra le altre figurano due persone del Bangladesh e una ciascuna di Stati Uniti, Egitto, Giordania, Siria, Palestina e Sudan, riferisce l'autorità. La valutazione dei danni materiali è ancora in corso. Il numero dei feriti è un aggiornamento ufficiale, non una stima ricavata dai voli cancellati.
Si tratta di un episodio diverso dai due attacchi di giovedì 8 ottobre contro le infrastrutture aeroportuali e un aereo Saudia, di cui CurioMondo aveva riferito il bilancio di tre vittime. I due conteggi non vanno confusi né sommati come se descrivessero un unico evento.
Reuters riferisce che i voli per Riad di sabato sono stati cancellati o dirottati e che gli Houthi hanno rivendicato l'azione. L'attribuzione ai ribelli resta una rivendicazione, distinta dal bilancio delle vittime comunicato dall'aviazione civile saudita. Non è stata annunciata un'ora certa di riapertura dell'aeroporto.
Chi ha un viaggio da o per Riad deve controllare lo stato della singola prenotazione con la compagnia aerea prima di raggiungere l'aeroporto e seguire gli avvisi dell'operatore dello scalo. Una sospensione temporanea non consente di presumere che tutti i collegamenti riprendano insieme: riprotezioni e rimborsi dipendono dal vettore e dal titolo di viaggio.
