La polizia ha iniziato martedì 13 ottobre, intorno alle 9:50, una perquisizione informatica nell'Istituto agrario di Riccia, in provincia di Campobasso. È la prima di quattro operazioni disposte dalla Procura di Larino nell'inchiesta sulle morti per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenute nel dicembre 2025.
Gli investigatori della Squadra Mobile e del Servizio centrale operativo devono esaminare oltre 70 computer, cercando eventuali tracce di ricerche sul veleno. Le lezioni nella scuola sono proseguite durante gli accertamenti. L'esito delle analisi non è stato comunicato.
Nel calendario riferito dalle cronache seguono il liceo Scientifico di Riccia il 14 ottobre, il Classico di Campobasso il 15 e il liceo delle Scienze Umane di Casacalenda il 16. Gli istituti sono frequentati o collegati professionalmente a persone coinvolte nella ricostruzione del caso.
L'operazione riguarda la ricerca di elementi utili all'indagine, non un'accusa collettiva alla scuola o al suo personale. L'eventuale presenza di una consultazione su un computer, da sola, non dimostra chi l'abbia effettuata né una responsabilità nell'avvelenamento: identità, contesto e riscontri devono essere accertati dagli inquirenti.
