Quattro persone sono rimaste ferite a Riad e quindici abitazioni hanno riportato danni limitati per la caduta di detriti di due missili intercettati. Lo ha riferito la difesa civile saudita, citata dall'agenzia statale SPA e da Reuters, dopo gli allarmi e le esplosioni della sera del 13 ottobre.
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha dichiarato di avere intercettato complessivamente tre missili e due droni diretti verso la capitale e il quartier generale Aramco a Dhahran. Secondo la coalizione, i lanci sono stati effettuati dagli Houthi dello Yemen. La responsabilità resta attribuita alle autorità che hanno diffuso la comunicazione.
Nella provincia orientale sei fonti hanno riferito a Reuters di forti boati. Quattro hanno segnalato un ordine di evacuazione per un edificio Aramco; una fonte con conoscenza diretta ha parlato di un impatto, senza chiarire se provocato dal missile o dai detriti. Aramco non ha fornito una conferma ufficiale nella ricostruzione dell'agenzia.
L'AFP ha riscontrato un'esplosione a Riad dopo il messaggio di minaccia aerea inviato agli abitanti. Un successivo avviso ha revocato l'allarme nella capitale. La revoca di quel messaggio non costituisce una valutazione complessiva sulla sicurezza di tutte le aree del Paese.
Le segnalazioni di Dhahran non dimostrano da sole un'interruzione della produzione petrolifera: la ricostruzione disponibile riguarda edifici e intercettazioni. Per chi si trova in Arabia Saudita, le indicazioni operative restano quelle delle autorità locali e dei canali consolari.
