Resident Evil, il nuovo film scritto e diretto da Zach Cregger, è arrivato nelle sale italiane il 17 settembre ed è il principale debutto horror del fine settimana. Austin Abrams interpreta Bryan, un corriere che durante una consegna notturna finisce nel pieno dell’epidemia di Raccoon City.
Il film non ripropone la trama di uno specifico videogioco e non mette al centro i personaggi storici Leon Kennedy, Claire Redfield o Jill Valentine. Cregger costruisce invece una vicenda originale nello stesso universo, scegliendo un protagonista comune e inesperto. La sua vulnerabilità sostituisce l’approccio da eroe d’azione delle precedenti saghe cinematografiche.
La storia parte durante una tempesta di neve. Bryan accetta un’ultima consegna tra due ospedali e, dopo un incidente sulla strada, entra in contatto con l’inizio del disastro. Il percorso diventa una fuga tra creature, edifici isolati e ostacoli pensati con la logica progressiva di un videogioco survival horror.
I riferimenti ai giochi non passano soltanto dall’ambientazione. Secondo Entertainment Weekly, la regia utilizza inquadrature in prima persona e sopra la spalla, munizioni limitate, chiavi, oggetti curativi e rompicapi ambientali. Sono elementi riconoscibili per i fan, integrati però in una narrazione autonoma e accessibile anche ai nuovi spettatori.
Abrams porta nel film un protagonista impacciato, ironico e spesso spaventato. È una scelta che permette a Cregger di alternare tensione e comicità, come già accadeva in Barbarian e Weapons. Il contrasto tra panico quotidiano e minacce sovrannaturali distingue questa versione dai precedenti adattamenti live action.
La distribuzione italiana lo presenta come un’uscita esclusivamente cinematografica: al 19 settembre non è stata annunciata una data ufficiale per lo streaming. Indicazioni non confermate su piattaforme o finestre digitali vanno quindi considerate previsioni, non informazioni definitive.
Per chi conosce la serie, il punto d’interesse è il modo in cui il film recupera la sensazione di giocare senza copiare una campagna esistente. Per gli altri, la proposta è un horror d’azione autonomo, costruito attorno alla regia di Cregger e alla performance di Abrams più che alla continuità dei capitoli precedenti.
