Regno Unito e Oman hanno pubblicato il 23 ottobre una dichiarazione congiunta che amplia la cooperazione bilaterale. Il documento segue la visita di Stato del sultano Haitham bin Tarik dal 20 al 22 ottobre e organizza le priorità future su sicurezza, commercio, industrie verdi e tecnologie avanzate.
Sul fronte militare i due governi vogliono modernizzare la collaborazione industriale e aumentare addestramento, sperimentazione e scambio di informazioni marittime. Le esercitazioni Saif Sareea restano il progetto simbolo. Londra e Mascate preparano la quarta edizione e discutono capacità future.
La sicurezza non riguarda soltanto le forze armate. La dichiarazione include resilienza nazionale e cybersicurezza, con l'obiettivo di affrontare minacce condivise. Non vengono annunciati nuovi automatismi di difesa reciproca: la base resta l'accordo bilaterale del 2019 e i meccanismi ministeriali esistenti.
Per gli investimenti nasce una partnership sovrana che collegherà l'Office for Investment britannico con l'Oman Investment Authority. I settori indicati sono crescita verde, tecnologie avanzate, minerali critici, spazio, finanza per imprese in espansione, distretti industriali e collegamenti regionali.
Il governo britannico aveva annunciato durante la visita oltre un miliardo di sterline di investimenti attesi fra i due Paesi. La cifra aggrega più iniziative e non rappresenta un unico fondo pubblico. La verifica richiederà progetti, tempi di spesa e posti di lavoro effettivamente creati.
Sul clima, UK Export Finance e Oman Net Zero Centre intendono rafforzare la cooperazione su progetti di decarbonizzazione. L'Oman propone inoltre un roadshow nel Regno Unito nel 2027. La dichiarazione fissa la direzione politica, mentre finanziamenti e autorizzazioni dipenderanno dai singoli progetti.
Nel settore spaziale, UK Space Agency e Oman National Space Programme hanno concordato di condividere pratiche, esplorare opportunità di lancio e favorire accordi commerciali. Anche l'intelligenza artificiale e i data center entrano nel dialogo tramite tavoli tecnici, delegazioni e scambi specialistici.
Un capitolo centrale resta il futuro accordo di libero scambio fra Regno Unito e Consiglio di cooperazione del Golfo. I ministri hanno discusso i passaggi necessari per arrivare alla firma. Il testo congiunto specifica che i benefici arriveranno soltanto dopo firma e applicazione.
La distinzione è importante: una dichiarazione politica può coordinare amministrazioni e investitori, ma non riduce da sola dazi o barriere. Per produrre effetti commerciali serviranno il testo definitivo dell'accordo, le procedure di ratifica e le regole operative applicabili alle imprese.
La visita consolida una relazione storica fondata sugli accordi di amicizia e difesa del 2019. Il nuovo elemento è l'estensione verso filiere tecnologiche e industriali. I risultati potranno essere misurati nei prossimi mesi attraverso investimenti firmati, esercitazioni programmate e negoziati commerciali conclusi.
I due governi hanno anche indicato istruzione e rapporti tra istituzioni come parte del partenariato. Il British Council e il ministero omanita competente discuteranno l'uso delle tecnologie emergenti nella scuola, un capitolo distinto dagli accordi industriali e militari.
