QatarEnergy ha comunicato a Edison che la sospensione per forza maggiore delle consegne di gas naturale liquefatto continuerà fino ai primi giorni di novembre. La decisione riguarda altri cinque carichi previsti tra la fine di settembre e l’inizio di novembre e porta il totale delle consegne cancellate a 29, equivalenti a circa 3,8 miliardi di metri cubi di gas. La causa indicata è la prosecuzione della guerra tra Stati Uniti e Iran e le conseguenti difficoltà nelle rotte del Golfo.
Per l’Italia è una notizia significativa perché il contratto di lungo periodo tra Edison e QatarEnergy prevede 6,4 miliardi di metri cubi l’anno, circa il 10% del consumo nazionale. L’accordo è in vigore dal 2009 e ha una durata di 25 anni. Non significa tuttavia che un decimo del gas italiano venga improvvisamente a mancare: Edison dichiara di avere sostituito i volumi e di poter rispettare tutti gli impegni commerciali con i clienti.
Alla data del 28 agosto, secondo la società, al terminale Adriatic LNG erano già stati sostituiti 21 carichi per circa 2 miliardi di metri cubi. Trovare forniture alternative richiede acquisti da altri produttori, nuove finestre di attracco e capacità disponibile nei terminali. Il sistema può quindi compensare una parte importante dello stop, ma il costo dipende dai prezzi spot, dai noli marittimi e dalla concorrenza con compratori asiatici ed europei.
Il GNL è gas naturale raffreddato fino a circa meno 162 gradi, temperatura alla quale diventa liquido e occupa molto meno spazio. Può essere trasportato in metaniere senza un gasdotto continuo. Arrivato al terminale, viene riportato allo stato gassoso e immesso nella rete. Questa flessibilità permette di cambiare fornitore più facilmente rispetto a una condotta, ma introduce dipendenza da navi, porti, impianti e condizioni di navigazione.
La formula forza maggiore indica un evento eccezionale che impedisce a una parte di rispettare il contratto per cause fuori dal suo controllo. Non cancella automaticamente ogni obbligo e può essere contestata; consente però di sospendere o modificare le consegne quando guerra, blocchi o altri eventi rendono materialmente impossibile il trasporto. In questo caso QatarEnergy aveva già interrotto le forniture ad aprile.
Il collegamento con lo Stretto di Hormuz è diretto. Il Qatar è uno dei maggiori esportatori mondiali di GNL e le sue metaniere devono attraversare quella rotta per raggiungere molti mercati. Prima della guerra, Hormuz concentrava circa il 20% dei flussi mondiali di petrolio e gas liquefatto. Anche quando una nave può tecnicamente passare, rischio militare, mine, controlli e premi assicurativi possono rendere il viaggio impraticabile o troppo costoso.
La sicurezza energetica italiana si basa proprio sulla diversificazione. Gasdotti dal Nord Africa e dall’Azerbaigian, stoccaggi, terminali di rigassificazione e acquisti di GNL da più aree riducono il rischio che un singolo stop blocchi il sistema. La sostituzione annunciata da Edison mostra che questa rete di alternative funziona, ma non elimina l’esposizione ai prezzi internazionali.
Per famiglie e imprese, il punto da osservare non è il numero dei carichi in sé, ma l’effetto sul costo medio di approvvigionamento e sulle scorte in vista dell’inverno. Se il gas sostitutivo viene acquistato a prezzi più alti, una parte della differenza può emergere nei contratti e nelle bollette con tempi diversi. Regolatori e operatori dovranno monitorare stoccaggi, disponibilità dei terminali e andamento del mercato europeo TTF.
L’annuncio non segnala al momento un rischio immediato di interruzione per i clienti Edison. La società afferma di avere coperto i volumi e mantenere tutti gli impegni. Resta però un indicatore concreto di quanto una crisi nel Golfo possa arrivare fino al sistema energetico italiano: non necessariamente spegnendo le forniture, ma modificando rotte, tempi e prezzi con mesi di anticipo.
Le prossime variabili sono la durata dello stop, la possibilità di riaprire in modo stabile la navigazione e l’evoluzione dei negoziati con l’Iran. Se la forza maggiore terminasse a novembre, il mercato avrebbe più certezza per l’inverno. Un’ulteriore proroga obbligherebbe invece Edison e altri compratori europei a continuare la ricerca di carichi alternativi in una stagione di domanda elevata.
