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Primi Passi, 114,7 milioni per raggiungere prima le famiglie con bambini piccoli

L’avviso del Ministero del Lavoro coinvolge 96 Ambiti territoriali sociali e punta su sostegno alla genitorialità, prevenzione delle vulnerabilità e accesso ai servizi nei primi mille giorni.

26 ottobre 2026 alle ore 17:48 · Italia · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di una riunione tra servizi sociali e operatori per programmare interventi destinati a genitori e bambini; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
114,7 mln €risorse complessive
96Ambiti territoriali sociali
1.000 giornifase della vita interessata

Il Ministero del Lavoro ha approvato il 26 ottobre l’avviso Primi Passi, destinando 114.706.526,84 euro al rafforzamento dei servizi sociali per genitori e bambini nei primi mille giorni di vita. Il provvedimento è rivolto a 96 Ambiti territoriali sociali selezionati secondo la metodologia allegata.

Non si tratta di un bonus individuale richiesto direttamente dalle famiglie, ma di un finanziamento ai territori per organizzare interventi di prossimità e presa in carico precoce.

L’iniziativa è finanziata dal Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, nella priorità Child Guarantee e attraverso il Fondo sociale europeo Plus. Gli Ambiti invitati devono presentare la richiesta di adesione e il piano finanziario secondo i modelli pubblicati.

L’elenco allegato indica i territori coinvolti e gli importi massimi; chi vive fuori da quei territori non può quindi presumere che il servizio sia immediatamente disponibile.

L’obiettivo è raggiungere le famiglie prima che difficoltà economiche, isolamento, fragilità educativa o problemi di accesso ai servizi diventino più gravi. Gli interventi possono sostenere le competenze genitoriali, la relazione tra adulti e bambini, l’orientamento alle risorse locali e il coordinamento tra servizi sociali.

La prevenzione nei primi anni viene considerata una politica contro le disuguaglianze, non soltanto una risposta successiva a situazioni già compromesse.

Il modello dichiarato è quello dell’universalismo proporzionato. Prevede un livello di base rivolto alle famiglie destinatarie e un’intensità crescente quando emergono bisogni maggiori. In pratica, il servizio non dovrebbe dividere rigidamente tra utenti ordinari e casi gravi, ma adattare accompagnamento e frequenza degli interventi alla situazione rilevata.

I criteri concreti dovranno essere descritti nei progetti degli Ambiti e applicati con procedure trasparenti.

I 96 Ambiti territoriali sociali sono la struttura attraverso cui Comuni e servizi locali organizzano politiche condivise. Potranno integrare assistenti sociali, consultori, servizi educativi, pediatria, enti del Terzo settore e presidi di comunità, nel rispetto delle competenze.

Il finanziamento nazionale ed europeo non sostituisce automaticamente i servizi esistenti: dovrebbe rafforzarne la capacità di individuare le famiglie, accompagnarle e ridurre frammentazione e rinvii tra uffici.

Per i genitori la domanda principale è come accedere. L’avviso ministeriale non apre uno sportello nazionale alle famiglie e non prevede un pagamento automatico. Dopo l’adesione e l’attivazione dei progetti, saranno gli Ambiti e i Comuni a comunicare contatti, sedi, destinatari e modalità.

Fino a quel momento è prudente attendere gli avvisi locali e diffidare di moduli non pubblicati su canali istituzionali.

La qualità del programma potrà essere misurata con dati semplici: famiglie raggiunte, tempi dal primo contatto, continuità dell’accompagnamento, invii effettivamente conclusi e riduzione degli abbandoni. Servono anche garanzie sulla privacy, perché gli operatori possono trattare informazioni delicate su salute, reddito e condizioni familiari. La condivisione tra servizi deve avere una base giuridica e limitarsi ai dati necessari per l’intervento.

Il decreto direttoriale n. 305 rende disponibile l’avviso e la documentazione, ma l’impatto dipenderà dall’adesione dei 96 Ambiti e dalla realizzazione dei piani. I prossimi aggiornamenti dovranno indicare scadenze, progetti ammessi, calendario di avvio e servizi attivati in ciascun territorio.

La novità certa è uno stanziamento superiore a 114,7 milioni per costruire una rete preventiva nei primi mille giorni, non un nuovo contributo monetario nazionale per ogni neonato.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 26 ottobre 2026 alle ore 17:48.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.