Oltre 10mila distributori hanno aderito al price cap sui carburanti, più di un punto vendita su due. Lo rende noto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla base dei dati dell’Osservatorio prezzi carburanti, aggiornati alle 8.00 di sabato 3 ottobre 2026.
In termini assoluti risultano 10.413 impianti con la benzina sotto i 2 euro al litro su 20.141 rilevati (51,7%) e 10.519 con il gasolio sotto i 2,20 euro su 20.147 (52,2%).
Il ministro Adolfo Urso parla di un riscontro «di gran lunga superiore alle previsioni» e di un modello di responsabilità sociale che «può rappresentare un esempio anche in Europa».
Il tetto è partito da Eni (benzina self a 1,99 e gasolio a 2,19) e ha poi coinvolto IP-Socar, Q8 e Tamoil. Non è un obbligo di legge per tutti i gestori, ma un’adesione volontaria delle compagnie che ha allargato la quota di rete calmierata in pochi giorni.
Sulla rete stradale i prezzi medi restano in calo rispetto ai giorni precedenti l’avvio della misura: le rilevazioni citate dalle agenzie indicano benzina e gasolio self intorno a 2,05 e 2,25 euro al litro. Per il pieno conviene comunque verificare il prezzo sul singolo impianto tramite Osservaprezzi Carburanti.
