L'inchiesta sull'accordo migratorio tra Italia e Albania realizzata da Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen ha vinto il Premio Daphne Caruana Galizia 2026 per il giornalismo. Il riconoscimento è stato consegnato il 21 ottobre al Parlamento europeo da una giuria indipendente composta da giornalisti dei 27 Stati membri.
Il lavoro, pubblicato dalla piattaforma olandese De Correspondent, ricostruisce l'origine e l'applicazione dell'accordo che ha portato l'Italia a costruire in Albania strutture di trattenimento e trattamento delle domande di asilo. Il premio riconosce il valore giornalistico dell'indagine e non costituisce una sentenza sulla legalità delle politiche esaminate.
I due autori hanno lavorato per 18 mesi e presentato più di trenta richieste di accesso agli atti in sei Paesi, oltre che a Commissione, Consiglio e Frontex. Hanno seguito flussi finanziari e intervistato personale dei centri, migranti, avvocati, parlamentari, rappresentanti governativi e residenti albanesi.
Secondo la descrizione del Parlamento, i giornalisti hanno incontrato ostacoli nell'accesso ai centri gestiti dall'Italia e nel reperimento di informazioni di base. L'inchiesta affronta anche spese tramite procedure emergenziali, accordi di riservatezza e questioni relative ai diritti fondamentali. Sono conclusioni del lavoro premiato, non nuove determinazioni dell'istituzione europea.
Il caso interessa direttamente il dibattito italiano perché il modello Albania è stato presentato come possibile riferimento per altre politiche europee. La premiazione aumenta l'attenzione su trasparenza, costi, accesso ai dati e controlli parlamentari. Non modifica però le procedure nei centri né sospende le decisioni dei governi.
Tra il 4 maggio e il 31 luglio sono arrivate centinaia di candidature, per un totale di 344 lavori. La giuria ne ha selezionati dieci prima di scegliere il vincitore. Il premio vale 20.000 euro ed è aperto a giornalisti professionisti di qualunque nazionalità con lavori pubblicati in uno Stato dell'Unione.
La presidente del Parlamento Roberta Metsola e la vicepresidente Pina Picierno hanno partecipato alla cerimonia. L'iniziativa ricorda Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa nel 2017 dopo anni di inchieste su corruzione e criminalità. Il premio collega il suo nome alla difesa della libertà di stampa e dello Stato di diritto.
Per i cittadini la conseguenza concreta non è una nuova norma, ma una maggiore disponibilità di informazioni su un accordo pubblico che usa risorse e produce effetti sui diritti. Le istituzioni italiane ed europee potranno essere chiamate a rispondere ai documenti e alle domande emerse dall'inchiesta attraverso atti politici, amministrativi o giudiziari separati.
Occorre distinguere fra ciò che il Parlamento certifica e ciò che resta oggetto di confronto. È ufficiale l'assegnazione del premio, la composizione della giuria e il percorso di selezione. Le valutazioni su centri, procedure e spese appartengono al lavoro giornalistico premiato e devono essere lette insieme alle risposte delle autorità coinvolte.
Il riconoscimento può favorire nuove richieste di trasparenza, ma non attribuisce ai vincitori poteri ispettivi. Eventuali accessi agli atti, audizioni o indagini restano regolati dalle autorità competenti. Per i lettori è utile consultare il lavoro completo e separare prove documentali, testimonianze e commento editoriale.
