Poste Italiane è salita lunedì 21 settembre al 67% circa del capitale di TIM. È il primo giorno della riapertura dei termini dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, che resta aperta fino al 25 settembre.
Borsa Italiana ha comunicato che sono state apportate 8.579.804 azioni. Le adesioni complessive all’offerta arrivano al 46,9% del capitale, pari al 58,7317% delle azioni oggetto dell’offerta.
Poste ripartiva dal 66,627% di TIM: il 46,523% portato nella prima finestra, chiusa l’11 settembre, più il 20,104% già in portafoglio. Il nuovo 67% rafforza il controllo anche sull’assemblea straordinaria.
Il pagamento della prima finestra è avvenuto il 18 settembre. Il corrispettivo è 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni Poste per ogni titolo TIM consegnato.
Il direttore generale di Poste, Giuseppe Lasco, ha detto di essere fiducioso sul raggiungimento del 90% del capitale. Quella soglia faciliterebbe il delisting. «Noi lo speriamo», ha aggiunto.
Borsa Italiana ricorda che le azioni TIM comprate sul mercato il 24 e il 25 settembre non potranno essere apportate all’offerta. La riapertura copre cinque sedute: 21, 22, 23, 24 e 25 settembre.
L’operazione, lanciata il 20 luglio dopo il via libera Consob, mira al controllo totale di TIM. Poste aveva rinunciato alla soglia del 66,67% come condizione di successo.
Nella prima finestra erano stati consegnati 993,6 milioni di titoli, circa il 46,5% del capitale. Il rilancio di 30 centesimi aveva spinto le adesioni nell’ultima seduta.
Se le adesioni arrivassero al 100%, l’esborso in contanti sarebbe intorno a 3,3 miliardi, finanziati con debito bancario. Il gruppo risultante avrebbe lo Stato come primo azionista al 50,1%.
TIM ha chiuso a 7,776 euro, in rialzo dello 0,40%. Poste ha chiuso a 26,67 euro, in calo dello 0,82%.
Il titolo TIM resta scambiato a Piazza Affari durante la riapertura. Chi non aderisce mantiene le azioni, ma con una maggioranza Poste già superiore ai due terzi.
