I movimenti per il diritto alla casa hanno convocato nuove manifestazioni per sabato 24 ottobre a Lisbona e Porto, dopo giorni di accampamenti e interventi di polizia. L'annuncio, confermato venerdì da RTP, riporta la mobilitazione sulle strade e nelle piazze mentre prosegue la controversia sulle politiche abitative del governo portoghese.
A Lisbona il corteo dovrebbe partire dalla rotatoria del Marquês de Pombal alle 15 locali, le 16 in Italia, per raggiungere il Rossio intorno alle 19, le 20 italiane. L'orario d'arrivo è quello previsto dai promotori, non una garanzia sulla durata. Porto ha approvato in assemblea un appuntamento alle 16 locali in Praça da Batalha, le 17 italiane.
La piattaforma della Acampada de Lisboa comprende limiti ai canoni, ampliamento degli alloggi pubblici, minore spazio per gli acquisti dei fondi immobiliari e revisione delle norme sugli affitti contestate dai partecipanti. Si tratta di richieste del movimento, non di misure già adottate. La convocazione non implica l'esistenza di un accordo con l'esecutivo.
La nuova giornata segue gli sgomberi degli accampamenti. EFE riferisce che martedì a Lisbona la polizia ha fermato 55 persone per presunta disobbedienza durante la rimozione delle strutture. La polizia ha difeso necessità e proporzionalità dell'operazione; i manifestanti ne hanno contestato le modalità. Il numero dei fermati non equivale a un numero di condanne.
A Porto Amnesty International aveva chiesto un'indagine sull'intervento della notte del 15 ottobre, dopo segnalazioni di feriti nello sgombero di un presidio. La valutazione dell'organizzazione riguarda l'uso della forza e deve essere distinta dall'accertamento giudiziario delle singole responsabilità. Non costituisce un bilancio aggiornato degli eventuali incidenti del nuovo sabato di protesta.
Anche la natura delle iniziative è oggetto di confronto: una riunione pacifica e l'installazione prolungata di tende pongono questioni diverse sull'utilizzo del suolo pubblico. L'articolo 45 della Costituzione tutela riunione e manifestazione pacifiche. Le controversie sugli accampamenti riguardano inoltre le strutture, la durata dell'occupazione e le norme municipali applicabili.
Sul piano economico, EFE riporta che il canone mediano dei nuovi contratti ha raggiunto 10,17 euro al metro quadrato nel secondo trimestre 2026, il 10,2% in più su base annua. È un dato relativo ai contratti nuovi: non misura quanto pagano indistintamente tutti gli inquilini, né coincide con il prezzo richiesto negli annunci immobiliari.
Il governo sostiene che la riforma proposta del mercato degli affitti aumenterebbe l'offerta disponibile; i movimenti temono invece minori protezioni e procedure di rilascio più rapide. Le proposte ancora in discussione parlamentare non possono essere descritte come regole già applicate. La divergenza riguarda sia i canoni sia la stabilità dei contratti.
Resta aperto anche il contatto con i sindacati spagnoli per la mobilitazione dell'11 novembre. Unai Sordo, segretario di CCOO, ha prospettato un'iniziativa iberica sulla casa, ma RTP riferisce che una risposta definitiva portoghese non è ancora arrivata. Lo sciopero annunciato in Spagna non va quindi presentato come uno stop generale già confermato in entrambi i Paesi.
