Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian partirà martedì 22 settembre per New York, secondo quanto riferito all’IRNA da un funzionario della presidenza. All’Assemblea generale dell’Onu è atteso un intervento mercoledì 23, nella sessione del mattino.
Pezeshkian dovrebbe esporre la posizione di Teheran sugli sviluppi internazionali. Le agenzie iraniane indicano in particolare la guerra in corso con Stati Uniti e Israele.
Il Dipartimento di Stato americano ha detto il 17 settembre che una «delegazione centrale» iraniana sarà ammessa, in linea con gli obblighi di Paese ospite dell’Onu. Restano divieti su beni di lusso e limiti di movimento a New York.
Alcuni membri della delegazione, compreso lo staff stampa del presidente, non hanno ottenuto il visto. Teheran ha definito la scelta un atto ostile. Washington la inquadra nelle restrizioni già annunciate.
Donald Trump ha detto di essere «probabilmente aperto» a un incontro con Pezeshkian a margine dell’Assemblea. Nello stesso ciclo di interviste ha elencato opzioni di massima pressione se non ci fosse un accordo.
Non risulta, al momento, un incontro in agenda. Lula da Silva aprirà il dibattito generale martedì; Trump parlerà come leader del Paese ospite. Pezeshkian è in programma il giorno dopo.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi viaggia con la delegazione. Sono previsti colloqui con altri leader. Mahmoud Abbas, per il secondo anno, non sarà presente in sala: gli Stati Uniti gli hanno negato il visto.
La partecipazione iraniana ha sostenuto lunedì i listini e ha contribuito al calo del petrolio. Resta una mossa diplomatica, non un cessate il fuoco.
