Il 43% degli adulti italiani risulta in eccesso di peso secondo la sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità per il biennio 2024–2025. I dati presentati al congresso della Società Italiana dell’Obesità a Palermo indicano anche un divario nell’accesso ai consigli sul controllo del peso.
Meno della metà degli intervistati riferisce di aver ricevuto indicazioni dagli operatori sanitari. Valentina Minardi, ricercatrice dell’ISS, ha richiamato la persistenza delle disuguaglianze, nonostante un andamento complessivo del fenomeno sostanzialmente stabile.
La quota comprende circa il 32% di persone in sovrappeso e oltre il 10% con obesità. Il valore complessivo non va quindi sommato nuovamente alla percentuale relativa all’obesità: quest’ultima ne rappresenta una parte.
Il Sud presenta le frequenze più elevate, con la Campania oltre il 50%. La presentazione segnala anche una maggiore diffusione fra chi ha meno istruzione e maggiori difficoltà economiche.
PASSI riguarda la popolazione fra 18 e 69 anni e utilizza peso e altezza riferiti dagli intervistati, non misurazioni cliniche per ogni partecipante. L’ISS avverte che questo metodo tende a sottostimare l’obesità, pur restando utile per confrontare territori e andamento nel tempo.
Le percentuali descrivono una popolazione e non costituiscono una diagnosi individuale. Il punto sollevato dal congresso riguarda la possibilità di accedere a prevenzione e percorsi di cura, senza lasciare la ricerca di assistenza soltanto all’iniziativa personale.
