L’Unione europea ha espresso il 14 ottobre rammarico per il rinvio delle elezioni palestinesi a settembre 2027 e ha chiesto di organizzare il voto quanto prima. Le legislative erano previste per il 28 novembre 2026, mentre le presidenziali avrebbero dovuto tenersi all’inizio del prossimo anno.
La dichiarazione diffusa a nome dei Ventisette richiama gli impegni del presidente Mahmoud Abbas e riconosce le difficoltà che incontra l’Autorità palestinese. Bruxelles considera elezioni inclusive e trasparenti in tutto il territorio palestinese occupato un passaggio necessario per la legittimità e la responsabilità delle istituzioni.
L’Ue si dice pronta a sostenere il processo anche mediante una missione di osservazione elettorale. Si tratta di una disponibilità diplomatica: il comunicato non annuncia una missione già schierata né un calendario operativo per gli osservatori.
Anche Australia, Canada, Francia e Regno Unito hanno chiesto, in una dichiarazione congiunta del 13 ottobre, di riconsiderare il rinvio. I quattro ministri collegano il rinnovamento democratico alle riforme dell’Autorità palestinese e alla prospettiva di due Stati.
Per l’Europa resta aperto il rapporto tra sostegno alle istituzioni palestinesi e avanzamento delle riforme. La dichiarazione dei Ventisette non dispone una sospensione degli aiuti: ribadisce che il sostegno deve accompagnarsi ai progressi su questi obiettivi.
