Scienza

Orionidi al picco: la notte del 22 ottobre è tra le migliori per osservarle

Lo sciame legato alla cometa di Halley torna visibile: servono buio, orizzonte libero e attesa, non strumenti particolari.

22 ottobre 2026 alle ore 07:18 · Italia · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

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Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
22 ottobredata di pubblicazione

Le Orionidi, lo sciame meteorico associato alla cometa di Halley, raggiungono in questi giorni una delle fasi più favorevoli di ottobre. Il fenomeno è visibile a occhio nudo nelle ore notturne, lontano dall’inquinamento luminoso e con il cielo sereno.

Il nome deriva dalla costellazione di Orione, punto da cui le scie sembrano provenire. Non bisogna però fissare solo quel punto: le meteore possono apparire in qualunque parte del cielo. Binocoli e telescopi riducono il campo visivo e non sono necessari.

La probabilità di vedere più scie cresce con il tempo di osservazione. È utile scegliere un luogo sicuro, adattare la vista al buio per almeno venti minuti e controllare le previsioni locali. Nuvole o Luna luminosa possono ridurre sensibilmente la visibilità.

Le meteore non sono stelle che cadono: sono piccole particelle che entrano nell’atmosfera terrestre ad alta velocità e si riscaldano fino a produrre la scia luminosa. Nel caso delle Orionidi, la Terra attraversa materiale lasciato lungo l’orbita dalla cometa 1P/Halley. Lo spettacolo è quindi periodico e non indica alcun rischio per il pianeta.

Il numero di scie osservabili varia molto. Le stime vengono formulate per un cielo ideale, buio e con il radiante alto; in città il bagliore artificiale e gli ostacoli riducono drasticamente ciò che si può vedere. Anche il meteo conta più di qualsiasi calendario astronomico: una copertura nuvolosa rende impossibile l’osservazione.

La fascia più adatta tende a essere quella successiva alla mezzanotte e prima dell’alba, quando Orione sale nel cielo. Non serve cercare il radiante con precisione assoluta. È più efficace rivolgere lo sguardo a un’ampia porzione di cielo, restare comodi e concedersi tempo, perché le apparizioni sono irregolari.

Una torcia con luce bianca, lo schermo del telefono o i fari dell’auto ostacolano l’adattamento dell’occhio al buio. Per chi desidera fotografare, servono cavalletto, esposizioni lunghe e pazienza; non è però necessario trasformare l’uscita in una prova tecnica. La visione diretta rimane il modo più semplice e immediato per seguire lo sciame.

La sicurezza viene prima dell’osservazione. Non bisogna fermarsi lungo strade senza piazzole, entrare in proprietà private o scegliere zone isolate senza preparazione. Un luogo accessibile, con cielo libero e possibilità di rientro sicuro è sufficiente. In montagna, temperatura e umidità possono scendere rapidamente durante la notte.

Le Orionidi offrono anche un’occasione per capire il legame fra comete e sciami meteorici. La cometa di Halley ritorna vicino al Sole in tempi molto più lunghi, mentre le sue particelle continuano a incontrare la Terra ogni anno. È un esempio concreto di come fenomeni astronomici diversi siano collegati dalla stessa orbita.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 22 ottobre 2026 alle ore 07:18.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.