Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l'Italia torna all'ora solare. Alle 3 le lancette vanno riportate alle 2: si dorme un'ora in più e finisce il periodo di ora legale iniziato a marzo. La data è l'ultima domenica di ottobre, come prevede il calendario europeo.
Il doppio cambio stagionale resta in vigore per il 2026, nonostante il dibattito politico europeo di questi anni sull'abolizione. Non c'è alcuna sospensione operativa del meccanismo: l'appuntamento di ottobre è confermato.
Con l'ora solare (CET, UTC+1) il sole sorge e tramonta circa un'ora prima rispetto all'orologio del giorno precedente. Al mattino c'è più luce; al pomeriggio il buio arriva prima. L'effetto sul sonno e sull'umore può richiedere qualche giorno di adattamento.
Smartphone, computer, tablet e smartwatch collegati alla rete aggiornano di norma l'orario in automatico. Vanno regolati a mano orologi analogici, alcune sveglie, certi elettrodomestici e alcuni orologi di bordo delle auto.
La direttiva europea 2000/84/CE fissa un calendario comune per gli Stati membri: ora legale nell'ultima domenica di marzo, ora solare nell'ultima domenica di ottobre. Per il 2026 la Commissione indica il 25 ottobre; il ritorno all'ora legale è previsto per domenica 28 marzo 2027, dalle 2 alle 3.
Il 25 ottobre 2026 cade un giorno prima rispetto al 2025 (26 ottobre), ma la regola non cambia: conta sempre l'ultima domenica del mese. Trasporti, treni e aerei usano orari ufficiali già allineati al cambio.
Chi ha appuntamenti notturni o turni di lavoro in quella fascia oraria deve ricalcolare l'orologio: tra le 2 e le 3 dell'ora legale l'ora «si ripete» una volta tornati all'ora solare.
In sintesi: domenica 25 ottobre, dalle 3 alle 2, un'ora di sonno in più e tramonti anticipati fino a marzo 2027. La notte del cambio è quella tra sabato 24 e domenica 25.
