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Nepal–Tibet, una nuova frana ferma i soccorritori: oltre 800 morti e 3.000 dispersi

Una nuova frana vicino al lago-barriera ha costretto le squadre a ripiegare. In Nepal cresce il Bhotekoshi mentre il bilancio supera 800 morti e 3.000 dispersi.

27 agosto 2026 · aggiornato alle 15:40 · Mondo / Asia / Ambiente · 4 min di lettura

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Illustrazione editoriale IA di una nuova frana in una valle tra Nepal e Tibet, con lago-barriera e soccorritori già in posizione sicura
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
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Il punto in tre dati
800+le vittime indicate nel quadro AP
3.000+le persone ancora disperse
2,8 kmla distanza della nuova frana dal lago-barriera

Una nuova frana in Tibet ha costretto le autorità a evacuare anche i soccorritori impegnati nell’area della catastrofe tra Nepal e Cina. Il distacco è stato rilevato circa 2,8 chilometri a valle del lago-barriera formatosi dopo il primo evento. Le squadre vicine al valico di Gyirong sono state spostate verso terreno più alto e stabile, perché un secondo cedimento potrebbe alterare improvvisamente il corso dell’acqua e dei detriti.

Un lago-barriera nasce quando una frana o una massa di ghiaccio blocca una valle e trattiene il fiume. Non è una diga progettata: rocce, fango e tronchi non hanno sfioratori né strutture capaci di regolare la pressione. Se il livello sale, l’acqua può erodere il materiale, aprire un varco e produrre una nuova piena a valle. L’evacuazione dei soccorritori è quindi una misura preventiva legata a un rischio reale, non l’annuncio che un secondo collasso sia già avvenuto.

Sul versante nepalese sono stati diramati nuovi avvisi mentre cresce il livello del Bhotekoshi, uno dei corsi d’acqua che attraversano le valli colpite. Pioggia, sedimenti e sbarramenti naturali rendono difficile prevedere dove si concentrerà l’onda di piena. Le comunità a valle devono ricevere avvisi rapidi, ma le comunicazioni restano danneggiate e numerose strade sono ancora interrotte.

Associated Press indica ora almeno 800 morti e oltre 3.000 dispersi tra Nepal e Tibet. Il totale supera il precedente bilancio di 750 vittime perché le squadre hanno raggiunto nuove aree e i registri dei due Paesi continuano a essere riconciliati. In una crisi transfrontaliera, la cifra può cambiare quando persone isolate vengono localizzate, nuovi corpi sono identificati o segnalazioni riferite alla stessa persona vengono eliminate.

Reuters descrive intanto un’operazione sempre più specializzata per raggiungere centinaia di persone che potrebbero essere rimaste nei tunnel degli impianti idroelettrici. Entrare in spazi sotterranei allagati richiede verifiche su ventilazione, stabilità, pressione dell’acqua e accessi alternativi. L’instabilità della valle impone inoltre di fermare le ricerche ogni volta che sensori, droni o osservatori rilevano nuovi movimenti del terreno.

La priorità immediata non è soltanto trovare i dispersi, ma evitare che le squadre di soccorso diventino a loro volta vittime. Per questo autorità nepalesi e cinesi stanno combinando immagini satellitari, monitoraggio dei fiumi e controlli sul campo. Il meteo può ridurre la visibilità dei droni e accelerare l’erosione delle dighe naturali, mentre ogni nuova frana modifica le mappe di accesso preparate poche ore prima.

Per capire il meccanismo fisico dietro queste piene, si può leggere l’approfondimento CurioMondo Che cosa sono le piene dei laghi glaciali e perché possono travolgere intere valli?. Il caso attuale combina più rischi: ghiaccio instabile, frane, laghi temporanei, fiumi molto ripidi e infrastrutture costruite in corridoi stretti.

Le prossime verifiche dovranno chiarire se la nuova frana continua a muoversi, quanto rapidamente cresce il Bhotekoshi e quando le squadre potranno rientrare in sicurezza. CurioMondo aggiorna questa stessa pagina perché si tratta dello sviluppo della medesima catastrofe: il nuovo pericolo modifica le operazioni, ma non giustifica un articolo duplicato.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 30 agosto 2026, ore 15:40 italiane.