Spettacolo / Diritto d’autore

Neil Young porta di nuovo “Rockin’ in the Free World” in tribunale: perché chiede 10 milioni

La causa contro il Trump 47 Committee riguarda l’esecuzione del brano a un comizio in Ohio. La somma è una richiesta del musicista, non un risarcimento già stabilito.

28 ottobre 2026 alle ore 11:34 · Spettacolo · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Chitarra e microfono su un palco politico vuoto con documenti legali in primo piano, illustrazione editoriale IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
10 mln $danni chiesti, non riconosciuti
12 ottobreraduno a Youngstown
26 ottobrecausa depositata

Neil Young ha citato in giudizio il Trump 47 Committee per l’uso che ritiene non autorizzato di “Rockin’ in the Free World”, il brano pubblicato nel 1989 e diventato uno dei titoli più riconoscibili del suo repertorio. La causa è stata depositata il 26 ottobre 2026 presso la Corte distrettuale federale del distretto orientale della Virginia, divisione di Richmond.

Il musicista chiede un’ingiunzione, il rimborso delle spese legali e 10 milioni di dollari di danni.

La cifra, però, va letta correttamente: è la somma domandata dall’attore nella causa, non un risarcimento già riconosciuto da un giudice. Il procedimento è appena iniziato e le affermazioni contenute nell’atto dovranno essere esaminate e contestate nelle sedi previste.

Secondo il ricorso, il comitato avrebbe fatto eseguire pubblicamente la canzone durante un raduno politico del 12 ottobre a Youngstown, in Ohio, senza avere una licenza o il consenso dell’autore. Young sostiene inoltre che il brano sarebbe stato utilizzato in altri eventi collegati alla campagna per le elezioni di metà mandato del 3 novembre.

I convenuti indicati sono il Trump 47 Committee e cinque soggetti non ancora identificati.

Il nodo giuridico non coincide semplicemente con l’opposizione politica di un artista. Negli Stati Uniti, l’esecuzione pubblica di una composizione è normalmente regolata da licenze che possono essere gestite attraverso organizzazioni di collecting o accordi specifici.

La disponibilità di una licenza generale per un luogo o per un evento, tuttavia, non risolve automaticamente ogni controversia: contano il repertorio coperto, eventuali esclusioni richieste dai titolari, la natura dell’uso e le condotte concrete degli organizzatori.

Nel ricorso Young collega l’esecuzione anche al possibile danno reputazionale derivante dall’impressione di un sostegno politico mai concesso. Questa parte della vicenda è distinta dalla violazione del copyright, ma spiega perché molti musicisti reagiscano con particolare durezza quando le loro canzoni vengono usate durante comizi.

Un brano non funziona soltanto come sottofondo: può diventare un messaggio identitario associato a un candidato o a una causa.

Non è la prima volta che Young contesta l’impiego di questa canzone in un evento riconducibile a Donald Trump. Nel 2020 aveva avviato un’altra causa riguardante “Rockin’ in the Free World” e “Devil’s Sidewalk”.

Quel procedimento fu chiuso con una rinuncia con pregiudizio, cioè senza possibilità di riproporre la stessa pretesa, dopo una soluzione che l’attuale ricorso descrive come accompagnata dall’impegno a non riutilizzare il brano senza autorizzazione. La nuova azione riguarda un soggetto giuridico e fatti successivi, circostanza centrale per capire perché la controversia sia tornata davanti a un tribunale.

La composizione presenta inoltre una storia dei diritti non banale, con registrazioni e trasferimenti documentati negli archivi statunitensi. L’atto depositato sostiene che Young abbia titolo per agire come autore e contitolare; sarà il processo a verificare legittimazione, licenze e responsabilità del comitato.

I prossimi passaggi saranno la notifica formale, la risposta dei convenuti e l’eventuale discussione sulla richiesta di bloccare ulteriori esecuzioni. Fino a una decisione o a un accordo, la notizia corretta non è che Trump debba già pagare 10 milioni, né che il cantante abbia già vinto.

La notizia è che Young ha chiesto a un giudice federale di stabilire se l’uso politico della sua musica abbia superato i confini della licenza e del consenso.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 28 ottobre 2026 alle ore 11:34.
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