Il progetto I-CAN per il contrasto internazionale alla 'ndrangheta ha raggiunto 181 arresti in 32 Paesi, secondo l'aggiornamento pubblicato dal Ministero dell'Interno. L'iniziativa è coordinata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano insieme a Interpol.
I-CAN, avviato nel 2020, mette in collegamento le forze di polizia per condividere informazioni, analisi e strumenti utili a rintracciare persone ricercate e ricostruire reti criminali che operano oltre i confini nazionali.
Interpol indica che il progetto ha sviluppato un archivio analitico criminale con più di 75.000 entità collegate alla 'ndrangheta. Il numero comprende persone, società, luoghi e relazioni utilizzati dagli investigatori per confrontare casi diversi.
Il dato sugli arresti descrive risultati cumulativi del progetto e non una singola operazione svolta oggi. Ogni persona coinvolta resta soggetta alle regole processuali del Paese competente e alla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La novità riguarda soprattutto l'estensione della cooperazione: la capacità di incrociare segnalazioni e movimenti in tempi rapidi riduce gli spazi in cui i latitanti possono sottrarsi alle ricerche cambiando Stato.
