Economia

Mutui più cari ad agosto: il TAEG sale al 3,99%

La Banca d’Italia registra un aumento del costo complessivo dei nuovi mutui e del credito al consumo, mentre crescono i prestiti a famiglie e imprese.

18 ottobre 2026 alle ore 10:46 · Roma · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Coppia italiana valuta documenti e costi di un mutuo; immagine editoriale generata con IA.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
3,99%TAEG nuovi mutui
10,78%credito al consumo
+2,9%prestiti alle famiglie

Il costo complessivo dei nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è salito in agosto. La Banca d’Italia indica un TAEG del 3,99%, contro il 3,81% di luglio. Il dato comprende interessi e principali spese e offre un confronto più completo del solo tasso nominale pubblicizzato.

L’aumento mensile non significa che ogni rata esistente sia cresciuta. Il valore riguarda i nuovi contratti stipulati nel periodo. Chi ha un mutuo a tasso fisso continua a pagare le condizioni concordate; per il variabile contano invece indice di riferimento, spread e date di revisione previste dal contratto.

La quota dei nuovi mutui con periodo iniziale di determinazione del tasso fino a un anno è scesa al 23,9%, dal 29% di luglio. L’indicatore segnala una minore incidenza delle formule con tasso inizialmente breve, ma non coincide perfettamente con la tradizionale divisione commerciale tra fisso e variabile.

Per confrontare offerte, il TAEG è il punto di partenza perché incorpora molte spese obbligatorie. Restano però da verificare costi non inclusi, polizze facoltative, condizioni del conto, perizia, flessibilità dei pagamenti e penali ammesse. Due mutui con TAEG vicino possono avere rischi e servizi differenti.

Il credito al consumo è diventato più oneroso: il TAEG sulle nuove erogazioni è salito al 10,78%, dal 10,38% del mese precedente. Su prestiti personali e acquisti rateali, piccole differenze percentuali possono produrre un costo rilevante, soprattutto quando durata e importo sono elevati.

I prestiti al settore privato sono cresciuti del 3,7% sui dodici mesi, accelerando dal 3,5% di luglio. Il credito alle famiglie è aumentato del 2,9%, dal 2,6%, mentre quello alle società non finanziarie è avanzato del 4,2%, poco sopra il 4,1% precedente.

Per le imprese, il tasso medio sui nuovi prestiti è sceso al 3,71% dal 3,79%. La media nasconde una differenza dimensionale: i finanziamenti fino a un milione di euro risultano al 4,40%, quelli superiori al milione al 3,30%. Garanzie, durata e rischio modificano il preventivo individuale.

I depositi del settore privato sono aumentati dell’1,8% annuo, rallentando dal 2,4%, e la raccolta obbligazionaria bancaria è cresciuta del 5,9%. Il tasso medio riconosciuto sui depositi in essere è rimasto allo 0,69%, molto distante dal costo medio dei finanziamenti alle famiglie.

Chi sta chiedendo un mutuo dovrebbe ottenere il prospetto informativo europeo standardizzato da più banche nello stesso intervallo di tempo. Confrontare importo, durata e anticipo identici evita risultati fuorvianti. È utile simulare anche una rata più alta, per misurare la capacità di assorbire imprevisti.

Per un contratto già in corso, surroga e rinegoziazione hanno effetti diversi. La surroga trasferisce il debito residuo a un’altra banca senza costi notarili a carico del cliente nei casi previsti; la rinegoziazione modifica le condizioni con la banca attuale. Il risparmio va calcolato sull’intera durata residua.

Il messaggio dei dati di agosto è doppio: il credito continua a crescere, ma per famiglie e consumatori alcune nuove operazioni costano di più. Prima di firmare, la decisione va basata sul TAEG, sul totale dovuto e sulla sostenibilità della rata, non soltanto sulla promozione iniziale.

Bastano pochi preventivi comparabili per rendere visibile una differenza che, su venti o trent’anni, può diventare consistente.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 18 ottobre 2026 alle ore 10:46.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.