Monte dei Paschi di Siena ha lanciato due offerte pubbliche di scambio separate, simultanee e interamente in azioni su Banco BPM e Banca Generali. Secondo Reuters e ANSA, le due operazioni valorizzano complessivamente i target intorno a 34 miliardi di euro: circa 25,3 miliardi per Banco BPM e 8,7 miliardi per Banca Generali.
La struttura delle proposte è insolita per dimensioni e tempistica. Mps sta infatti cercando di ridisegnare la propria posizione mentre è a sua volta oggetto di un'offerta ostile da 36 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo.
La mossa del management guidato da Luigi Lovaglio è pensata come una contromisura industriale e finanziaria. Intesa ha proposto un'operazione che, secondo Mps, porterebbe a una divisione del gruppo e al trasferimento di una parte rilevante delle filiali, della sede senese e del marchio verso BPER Banca.
Mps sostiene invece che l'aggregazione con Banco BPM e Banca Generali creerebbe il terzo gruppo bancario italiano per attivi e un operatore in grado di entrare tra i primi dieci istituti europei. Il progetto combina attività bancarie tradizionali, consulenza e gestione del risparmio.
Per Banco BPM, Mps propone 1,567 nuove azioni proprie per ogni azione della banca milanese. Per Banca Generali il rapporto indicato è di 6,958 azioni Mps per ogni azione della società di gestione del risparmio. Ai valori indicati dalla banca, l'offerta su Banco BPM non incorpora un premio rispetto alla chiusura di riferimento, mentre quella su Banca Generali riconosce un premio intorno al 10%.
Parallelamente, Mps ha proposto una distribuzione straordinaria da 4 miliardi di euro ai propri azionisti, superiore ai 3 miliardi in contanti previsti dall'offerta di Intesa. Una parte verrebbe corrisposta in azioni Generali detenute indirettamente attraverso Mediobanca.
Mps stima sinergie annuali ante imposte nell'ordine di 2,6 miliardi di euro. Il completamento delle operazioni viene indicato per metà febbraio 2027, ma il percorso è soggetto a una serie di condizioni: approvazioni regolamentari, decisioni degli azionisti e reazione dei soci rilevanti delle società coinvolte.
Un elemento delicato è Banco BPM, il cui principale azionista è Crédit Agricole. I precedenti colloqui di fusione con Mps si erano interrotti proprio dopo le resistenze del gruppo francese. Anche per Banca Generali il ruolo di Generali è decisivo, perché la compagnia controlla la società.
Il settore bancario italiano è già attraversato da una fase di consolidamento molto intensa. La nuova iniziativa di Mps inserisce contemporaneamente quattro grandi nomi — Mps, Intesa, Banco BPM e Banca Generali — in una partita dove incroci azionari, autorizzazioni e strategie industriali possono determinare l'esito.
Per i risparmiatori e le imprese, il punto non è soltanto chi controllerà chi. Le operazioni possono cambiare la concorrenza nella raccolta, nel credito, nel private banking e nella gestione del risparmio. Proprio per questo la vicenda continuerà a essere osservata con attenzione anche dalle autorità.
