Il Comune di Torino ha rilasciato il permesso di costruire per la riqualificazione dell'ex Fonderia Nebiolo, tra via Bologna e corso Novara. Lo ha comunicato domenica 4 ottobre 2026 la Confederazione islamica italiana (Cii), al termine di un iter amministrativo che ha coinvolto più uffici e enti.
Nel complesso di archeologia industriale, oggi in degrado, sorgerà un centro islamico con una sala di preghiera prevista per circa mille fedeli. La Cii sottolinea però che l'intervento non si limita al culto: circa l'80% degli spazi sarà destinato a funzioni civili e pubbliche.
Il progetto prevede uno studentato universitario a prezzi calmierati, da convenzionare con Edisu, una biblioteca, spazi di studio, attività culturali e formative e ambienti per il dialogo interreligioso e interculturale. L'obiettivo dichiarato è aprire il cantiere entro la fine del 2026.
Il via libera della Giunta sul progetto risaliva al dicembre 2022; la richiesta di permesso era stata presentata nel luglio 2024. In aprile 2026 erano arrivati pareri tecnici e l'autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza. Il rilascio del titolo edilizio chiude ora la fase autorizzativa.
ANSA e Corriere di Torino danno conto della nota Cii: «un articolato iter» per un intervento complesso sul recupero di un fabbricato storico. La Confederazione conferma la volontà di proseguire il confronto con Città, Regione e associazioni del territorio.
Lunedì 5 ottobre in Sala Rossa è all'ordine del giorno un'interpellanza del consigliere di +Europa Silvio Viale, presentata a luglio, che chiede chiarimenti su tempi e stato del progetto. Il permesso arriva alla vigilia di quel dibattito in Consiglio comunale.
Il valore dell'operazione, secondo ricostruzioni di stampa, è nell'ordine di decine di milioni; una quota di risorse è stata in passato ricondotta a finanziamenti esteri. La Cii presenta il piano come rigenerazione urbana e ambientale oltre che come luogo di culto.
Per i residenti e la politica locale la partita resta aperta sul piano del confronto pubblico: da un lato la conclusione dell'iter edilizio, dall'altro le domande su gestione, tempi reali del cantiere e impatto sul quartiere. I lavori, se rispettano la roadmap annunciata, dovrebbero partire entro l'anno.
