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Alberi privati, cantieri e potature: le nuove regole di Milano non sono ancora in vigore

La Giunta ha approvato la proposta di revisione del regolamento del verde. Il Consiglio comunale dovrà votarla prima che diventi obbligatoria.

28 ottobre 2026 alle ore 07:17 · Milano · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Arboristi proteggono e potano alberi lungo una strada di Milano vicina a un cantiere
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

La Giunta di Milano ha approvato una proposta di revisione del Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato. Il testo è stato presentato in commissione il 27 ottobre e dovrà arrivare in Consiglio comunale.

Questo passaggio è decisivo: le nuove prescrizioni non vanno trattate come già operative finché l’Aula non le approva e non viene definita la loro entrata in vigore.

La proposta aggiorna regole del 2017, già modificate nel 2021, con l’obiettivo di adattarle agli effetti del cambiamento climatico e alle criticità emerse nell’applicazione. Tra le misure più visibili c’è il divieto di usare coriandoli o palloncini in materiali non biodegradabili.

Vengono inoltre riconosciute in modo stabile le aree a sfalcio ridotto e i prati fioriti; per proteggerne la crescita, l’accesso degli animali potrà essere limitato.

Le novità più rilevanti per proprietari, amministratori di condominio e professionisti riguardano potature e abbattimenti. Gli interventi di potatura dovranno essere motivati con una relazione adeguata, accompagnati dalla dichiarazione sull’assenza di nidi o tane e documentati dopo l’esecuzione.

Per gli abbattimenti, pubblici e privati, salvo il caso degli alberi classificati a rischio di schianto, sarà necessario operare nel riposo vegetativo e ottenere l’autorizzazione comunale.

La procedura semplificata basata sulla relazione firmata dal solo richiedente verrebbe eliminata. Servirebbe sempre la firma di un professionista abilitato, come un dottore agronomo o forestale, un perito agrario o un agrotecnico. Le compensazioni dopo l’abbattimento non sarebbero calcolate soltanto sulla specie rimossa, ma anche sul valore ecosistemico dell’albero, privilegiando quando possibile interventi nella stessa area.

Il testo rafforza anche le protezioni nei cantieri e lungo i filari. Dehors, chioschi, impianti pubblicitari e altri manufatti non potrebbero essere collocati a distanze capaci di danneggiare radici, fusto o chioma. Nei nuovi interventi di riqualificazione di aree pubbliche dovrebbe essere verificata la possibilità di creare superfici depavimentate, verdi o drenanti.

Le nuove piantumazioni dovrebbero privilegiare specie più resistenti alle condizioni climatiche future.

Il capitolo sanzioni viene adeguato e, per gli abbattimenti, la penalità verrebbe applicata a ciascun albero coinvolto, non all’intervento considerato nel suo insieme. È un cambiamento che può aumentare molto l’importo nei casi con più esemplari.

Proprio per questo cittadini e imprese non dovrebbero basarsi su anticipazioni o sintesi: dopo l’approvazione servirà leggere il testo definitivo e gli eventuali allegati tecnici.

La proposta tenta di spostare la gestione del verde da una logica ornamentale a una logica di infrastruttura urbana, con effetti su ombra, drenaggio, biodiversità e temperatura. Ma la distinzione istituzionale resta fondamentale: la Giunta ha formulato e approvato la proposta; il Consiglio comunale deve ancora trasformarla in regolamento vincolante.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 28 ottobre 2026 alle ore 07:17.
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